Enel, il Piano strategico 2017-19 punta su reti e rinnovabili

Un sorpasso che corona una crescita vivace negli ultimi anni: nel 2019 la capacità termica installata di Enel, le centrali tradizionali, sarà sorpassata dalla capacità rinnovabile. Infatti, secondo i dati forniti nel corso della presentazione del Piano strategico 2017-2019, a Londra, emerge che al 2019 la capacità rinnovabile di Enel sarà a 45,7 GW, mentre nello stesso anno quella termica si fermerà a 36,5 GW.

22 novembre 2016 Enel

<p>"Installeremo 11 mila stazioni di ricarica elettrica nei prossimi 3 anni": lo dice Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel rispondendo alla domanda di un analista nel corso della, apresentazione del Piano strategico 2017 – 2019 Londra.

"Servono infrastrutture capillari di carico e scarico"
, spiega Starace, "il passo importante è proprio questo: devono essere stazioni intelligenti, devono poter caricare e scaricare la macchina" perché "milioni di batterie in auto che sono in attesa di essere utilizzate per noi sono capacità, e questa è parte più profittevole".

Enel punta a crescere con lo sviluppo delle reti e delle fonti rinnovabili. Il Piano strategico 2017-2019 prevede investimenti complessivi per 20,9 mld di euro(rispetto a 21,2 mld previsti dal piano precedente per il medesimo arco temporale) con un mix tra investimenti di manutenzione e investimenti per la crescita nell’ordine, rispettivamente, di 40%/60%. Quasi il 95% degli investimenti verranno destinati ad attività prive del rischio "merchant" quali, appunto, le reti, nonchè la generazione da fonti rinnovabili e termoelettriche supportata da contratti di acquisto dell’energia (c.d. Power Purchase Agreement). Di circa 3,6mld è l’obiettivo di utile netto ordinario per il 2017 (15,5 mld di Ebitda), mentre per il 2018 e il 2019 l’obiettivo di utile netto e’ rispettivamente di 4,1 mld e 4,7 mld (16,2 mld e 17,2 mld Ebitda).

Ciò contribuirà a migliorare la politica dei dividendi. La previsione di pay-out è pari al 65% con riferimento all’utile netto ordinario consolidato dell’esercizio 2017 (rispetto al 60% del piano precedente) e al 70% con riferimento all’utile netto ordinario consolidato degli esercizi 2018 e 2019 (rispetto al 65% del piano precedente). In ogni caso, con riferimento ai risultati dell’esercizio 2017 e’ previsto che Enel paghi l’importo più elevato tra un dividendo minimo di 0,21 euro per azione e un dividendo per azione basato sull’indicato pay-out del 65%.

Gli investimenti per la crescita nelle reti dovrebbero raggiungere circa 6 mld in tre anni, di cui circa 4 mld per la digitalizzazione degli asset.
Si prevede che il numero dei contatori intelligenti installati salirà a oltre 48 milioni, con l’installazione di 18 milioni di nuovi contatori, di cui 12 milioni relativi a sostituzioni, con un aumento di 2 milioni degli utenti finali, che dovrebbero raggiungere i 64 milioni nel 2019. Tali investimenti – inclusi quelli sulla digitalizzazione del cliente e la promozione di una forza lavoro più digitalizzata – consentiranno al Gruppo di stabilizzare gli investimenti in manutenzione, ridurre i costi operativi e liberare risorse aggiuntive per la crescita.

Per quanto riguarda le rinnovabili, è prevista la realizzazione di una capacità aggiuntiva di 6,7 GW nei prossimi tre anni, comprensiva sia degli asset gestiti che di quelli consolidati. Nel retail è atteso un aumento dell’Ebitda del 20% a 3 mld nel 2019, in crescita di piu’ del 40% rispetto al piano precedente, con i clienti sul mercato libero che dovrebbero quasi raddoppiare a seguito della fine del mercato regolato in Italia e della ulteriore liberalizzazione attesa in America Latina.

Il Piano prosegue poi la razionalizzazione con la cessione di asset. Il Gruppo mira a realizzare dismissioni nei prossimi tre anni per circa 3 mld, reinvestendo al contempo fino a 4,5 mld di proventi e mantenendo la flessibilità finanziaria. L’acquisizione di partecipazioni di minoranza in America Latina rappresenta una priorità strategica, trattandosi di uno dei fattori determinanti per l’efficienza operativa del Gruppo. Se Enel non dovesse completare l’acquisto di tali partecipazioni nel breve termine, tenuto conto dell’aumentato livello di generazione di cassa e della solida posizione patrimoniale, potrebbe essere attivato un programma di acquisto di azioni proprie per un controvalore massimo di 2 mld che il Cda sottoporrà all’approvazione dell’assemblea annuale degli azionisti nel 2017.

Enel aumenta così il suo programma di gestione attiva del portafoglio a circa 8 mld rispetto ai 6 mld comunicati a novembre 2015. Lo stato di avanzamento rispetto all’obiettivo iniziale è del 70% in meno di 2 anni.

Il nuovo programma ha un obiettivo di rotazione degli asset su base triennale, con un rolling target di circa l’8%. Finora, sono state realizzate cessioni per 4 miliardi di euro in meno di due anni, in anticipo rispetto all’obiettivo di rotazione degli asset di 6 miliardi di euro entro il 2019.

"Abbiamo superato gli obiettivi che ci eravamo posti" lo scorso anno, afferma l’AD. Francesco Starace, "nell’aggiornare oggi la nostra strategia, aggiungiamo la digitalizzazione e l’attenzione al cliente quali leve per creare ulteriore valore attraverso i principi fondamentali della strategia stessa. L’insieme di queste azioni sosterrà la crescita degli utili e la generazione di cassa, da cui derivano la previsione di un incremento del dividendo e l’introduzione dell’eventualità di un programma di acquisto di azioni proprie, lasciando, al contempo, invariato lo slancio nella nostra traiettoria di crescita".

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