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Il Presidente della CIVES-CEI interviene sul caso Volkswagen

La lettera di Pietro Menga, Presidente della CIVES – Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batteria, Ibridi e a Celle a combustibile del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) sul caso VW.

29 settembre 2015 Cei-Cives

<p>Il tarocco della VW non è, come si sente dire anche sui media, un trucco per ridurre le emissioni durante le prove. Le emissioni rilevate durante le prove sono quelle effettivamente prodotte dal veicolo in quel momento, e con tutta evidenza sono conformi alla normativa europea perché se così non fosse non sarebbe stata concessa l’omologazione alla circolazione su strada in Europa.
Il tarocco starebbe nel fatto che durante l’uso del veicolo nell’effettiva circolazione su strada la centralina elettronica che provvede al controllo accurato della combustione (e che è tarata per dare il meglio di sé durante le prove) può essere disinibita, allo scopo di contenere i consumi e le emissioni di CO2 che di questi sono l’immagine speculare (e che provocano la tosse al pianeta Terra ma non sono nocive per la salute), a scapito delle emissioni inquinanti nocive per la salute (NOx, PM, CO, ecc.). Il grottesco sta anche nel fatto che quei dispositivi di controllo, pur nella loro modesta efficacia e di fatto pagati dal consumatore, vengano esclusi.

Il consumatore è ormai abituato a differenze del +20 o 30% nei consumi rispetto ai dati dichiarati, ma è molto meno consapevole che i trucchi di cui si parla (cioè l’esclusione
del controllo accurato della combustione e dei fumi) possono portare a emissioni inquinanti nocive per la salute (in particolare per gli ossidi di azoto dei diesel) fino a 10 volte (+ 1000%) superiori ai valori consentiti.

Questo mette in evidenza due cose: la prima è l’assoluta inadeguatezza della normativa esistente, di fatto gradita all’industria automobilistica, che durante le prove non rappresenta le emissioni effettive (il mettere nuovamente sotto prova tutti i modelli incriminati, adottando la normativa in vigore, porterebbe solo a spendere una bella quantità di quattrini per confermare che in quelle condizioni tutto va bene); la seconda, il fatto che mettere d’accordo consumi, emissioni di CO2 ed emissioni inquinanti non è cosa facile, e neppure la più severa normativa può portare a risultati che la tecnica non ce la fa ad ottenere, o comunque non a costi accettabili.

Il solo motore intrinsecamente pulito resta quello elettrico, già adesso e con l’attuale produzione di energia elettrica che include un 38% di fonti rinnovabili.

E’ sperabile che questa consapevolezza inizi seriamente a farsi strada non solo nell’opinione pubblica ma anche nelle istituzioni.


Pietro Menga
Presidente della CIVES – Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batteria, Ibridi e a Celle a combustibile del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano)

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