Potature urbane e private da sottoprodotto a rifiuto. Fiper chiede lumi al ministro Prestigiacomo

Da sottoprodotto gli scarti delle potature del verde urbano vengono classificate come rifiuti, divenendo non più idonee ad essere utilizzate come biomassa. Dal presidente Righini la richiesta al Ministro dell’Ambiente di rivedere una norma che sta danneggiando il comparto.

4 agosto 2011 Fiper

<p>L’<b>art.185 Testo Unico Ambientale</b> (D.Lgs. 152/2006), <b>recentemente modificato</b>, descrive quali biomasse legnose sono ammesse all’impiego come combustibile, condizionando l’intero comparto e mettendone in discussione la sicurezza e la diversificazione delle fonti e minando la sostenibilità economica e finanziaria degli stessi. </p><p><b>Fiper ha chiesto un chiarimento formale al Ministro dell’Ambiente</b>, Stefania Prestigiacomo circa le ragioni della inaspettata modifica. Di fatto cambia la classificazione della biomassa proveniente da verde pubblico e privato causando la recessione di numerosi contratti visto che il materiale di potatura e gli sfalci non rientrano più nella classificazione di sottoprodotto che li rendeva idonei alla combustione sotto forma di biomassa bensì sono stati ridefiniti rifiuti e quindi vietati come combustibile.</p><p><a href="http://www.fiper.it/uploads/media/Chiarimenti_FIPER_Ministero_Ambiente__Art_185.pdf">Chiarimenti Fiper</a> (pdf) </p><p><br /></p>


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