Verso edifici a emissioni zero al 2050: adottata in via definitiva la revisione della Direttiva “Case Green”

Dopo un iter durato più di due anni, oggi il Consiglio Ue ha definitivamente approvato la revisione della Direttiva sulla performance energetica degli edifici (EPBD, Energy Performance of Buildings Directive). Il provvedimento contribuirà a ridurre le emissioni di gas serra e la povertà energetica nell’UE.

12 aprile 2024

Ma che cosa prevede nello specifico la nuova normativa? Per gli edifici non residenziali, la Direttiva introduce standard minimi di prestazione energetica, garantendo che le costruzioni non superino la quantità massima specificata di energia primaria o finale che possono utilizzare per m2 ogni anno. Secondo le nuove regole, nel 2030 tutti gli edifici non residenziali dovranno essere al di sopra del 16% rispetto a quelli con le prestazioni peggiori, ed entro il 2033 oltre il 26% rispetto agli stabili con le peggiori prestazioni energetiche.

In secondo luogo, gli Stati membri dovranno garantire che il consumo medio di energia primaria del patrimonio edilizio residenziale sarà ridotto del 16% nel 2030 e del 20-22% nel 2035. Almeno il 55% della riduzione energetica dovrà essere ottenuta attraverso la ristrutturazione degli edifici più deteriorati, che rappresentano il 43% del costruito.

Inoltre, per decarbonizzare il settore edilizio, i piani nazionali di ristrutturazione degli edifici dovranno includere una tabella di marcia con l’obiettivo di eliminare gradualmente le caldaie a combustibili fossili entro il 2040.

Il testo della nuova versione della Direttiva EPBD, Energy Performance of Buildings Directive


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