Indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale con particolare riferimento ai crediti di imposta – 6a Commissione Finanze e Tesoro – Senato della Repubblica
Il contributo di Kyoto Club.
L’imminente pubblicazione della revisione della Direttiva europea sulle performance energetiche in edilizia (EPBD), con i suoi obiettivi di efficientamento del parco edilizio esistente e la concomitante riduzione delle emissioni climalteranti, hanno portato all’elaborazione di molteplici valutazioni sulle condizioni energetiche delle nostre abitazioni. I risultati a cui si è giunti sono ampiamente rappresentati dai dati ISPRA; essi confermano la necessità anche per il nostro Paese di agire quanto prima sul parco edilizio, al fine di perseguire gli obiettivi europei nella lotta ai cambiamenti climatici, nella sostenibilità economico e finanziaria di famiglie e imprese e nell’indipendenza dai combustibili fossili. Il settore residenziale risulta infatti uno dei principali responsabili delle emissioni climalteranti, con oltre 25 Mtep/anno di consumi di energia primaria fossile ed un consumo di gas metano superiore ai 32 miliardi di Smc (il doppio di quello consumato dal settore industriale); questi risultati si giustificano con il fatto che Il 62,3% dei nostri edifici si trova ancora in classe G o F (dati studio POLIMI) e che la tecnologia più diffusa per riscaldare le nostre abitazioni è quella delle caldaie a gas metano (17,5 milioni di abitazioni riscaldate con questa tecnologia), con un’età media dei prodotti installati superiore ai 20 anni. Un insieme di fattori, questi or ora enunciati, che portano al risultato di avere oltre i due terzi della spesa energetica delle famiglie italiane impegnata per riscaldarsi in inverno.
La Revisione schemi di incentivazione – Le proposte di Kyoto Club
Le soluzioni per decarbonizzare e ridurre i consumi di combustibili fossili in edilizia sono ben note; esse vanno dagli interventi sull’isolamento dell’edificio per ridurre il fabbisogno energetico a quelli meno invasivi sull’impianto termico con i quali, ricorrendo alle tecnologie a pompa di calore o ibridi, è possibile conseguire importanti risparmi energetici (salto di una o due classi energetiche, come previsto dalla Direttiva) ed al contempo ridurre le emissioni inquinanti.
Tali interventi, anche quelli meno invasivi, presentano tuttavia dei costi d’investimento che dovranno essere ridotti in modo da permetterne l’accesso a tutte le utenze coinvolte, restando così in linea con il principio dell’Unione di ‘non lasciare indietro nessuno’. Gli strumenti legislativi a supporto del miglioramento del parco edilizio esistente dovrebbero pertanto focalizzarsi nello stimolare il ricorso a soluzioni dal miglior rapporto costi/efficacia, attraverso regolamenti ed incentivi stabili e lungimiranti. E’ in quest’ottica che Kyoto Club accoglie positivamente l’idea della direttiva sulle performance energetiche in edilizia, in linea con le indicazioni dei pacchetti ‘Fit for 55’ e ‘REPowerEU’, di destinare gli incentivi fiscali a quelle soluzioni che garantiscano i maggiori benefici in termini di decarbonizzazione e di riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, ponendo al contempo un limite temporale agli incentivi finanziari per l’installazione di prodotti alimentati a combustibile fossile. I principali schemi di incentivazione attualmente in vigore (cd Superbonus, Ecobonus e Bonus Casa) andrebbero pertanto rivisti per rispondere a queste nuove sfide, facendoli diventare uno strumento chiave per il conseguimento degli obiettivi desiderati, come segue:
a) Garantendo stabilità e certezza nel tempo: va assicurato un programma con un arco temporale di almeno 5 anni per consentire, (i) alle imprese di pianificare i propri investimenti, mantenere o accrescere i livelli occupazionali e indirizzare le rispettive strategie, (ii) ai consumatori di pianificare gli interventi.
b) Adottando aliquote di detrazione differenziate che tengano conto:
- delle tipologie di edifici (classe energetica, tempo di utilizzo, posizione);
- delle priorità degli edifici da efficientare, in base agli obblighi previsti dalla direttiva EPBD;
- dell’efficacia di ciascun tipo di intervento per il conseguimento degli obiettivi desiderati (riduzione energia primaria e relativo salto di classe, riduzione emissioni, indipendenza gas fossile);
- delle condizioni economiche delle utenze, assegnando gli incentivi più consistenti alle famiglie in condizioni di povertà energetica (per l’Italia si stimano sui 2,2 milioni di nuclei familiari) che vivono in edifici altamente energivori.
c) Spingendo verso l’elettrificazione dei servizi di riscaldamento e produzione di acs mediante:
- la creazione di tariffe elettriche dedicate per le utenze con impianti di riscaldamento a pompa di calore;
- l’introduzione di una variazione mensile del prezzo di mercato dell’energia elettrica, come già avviene per il gas;
- promuovere il ricorso alla produzione elettrica da fonti energetiche rinnovabili distribuita (fotovoltaici sui tetti, comunità energetiche);
- la riduzione dell’IVA al 5% per acquisto delle pompe di calore, in conformità a quanto previsto dalla Direttiva Europea 2022/542.
d) Rivedendo il sistema della cessione dei crediti, assicurandone la possibilità di farne ricorso per quegli interventi che garantiscono un sensibile miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio e riduzione dei consumi di combustibili fossili.
e) Prevedendo dal 01 gennaio 2024 l’uscita dagli schemi di incentivazione delle tecnologie alimentate da combustibili fossili, come indicato dalla Direttiva Europea.
f) Promuovendo la transizione ecologica dei comparti industriali ‘hard to abate’ rimpiazzando l’uso di combustibili fossili con vettori energetici più ecologici, quali il biometano e l’idrogeno verde.
