Qualità dell’ambiente urbano, presentata oggi l’edizione 2013 del Rapporto ISPRA

Consumo di suolo, mobilità, verde, qualità dell’aria, energia, rifiuti sono solo alcuni dei temi trattati nel IX Rapporto ISPRA "Qualità dell’ambiente urbano", presentato oggi a Roma. Si riducono le concentrazioni di PM10 ma a Roma, Milano, Napoli e Torino ci sono ancora troppe auto. La Puglia è la regione più "dipendente" dall’acqua potabile e al nord Italia si consuma più acqua (274 litri per abitante al giorno). Il Rapporto ISPRA.

11 ottobre 2013

<p><b>Come viviamo nelle nostre città, cosa respiriamo, come ci spostiamo?</b> È fondamentale conoscere la quantità di emissioni di sostanze inquinanti e la qualità dell’aria, il verde urbano, la mobilità in città e i parchi auto, le forme di urbanizzazione e le dinamiche dell’uso del suolo, l’approvvigionamento idrico. <br />Si tratta di alcuni dei temi trattati nel <b>IX Rapporto ISPRA</b> <a href="http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/stato_ambiente_45_2013.pdf">"Qualità dell’ambiente urbano" (pdf)</a>, presentato oggi, 11 ottobre, a Roma.</p><p>Il report parla di una diminuzione generalizzata delle <b>emissioni inquinanti nelle città</b> (concentrazioni in atmosfera, in particolare, di PM10 e biossido di azoto), evidenziando la permanenza di alcune criticità: si continuano infatti a registrare superamenti dei valori limite per questi due inquinanti, particolarmente nelle città del Centro-Nord, in Campania e Sicilia. Più diffuso è il superamento dei valori soglia per l’ozono, per il quale non si rileva alcuna tendenza alla diminuzione delle concentrazioni in aria. Le più alte concentrazioni di PM10 per il 2010 sono riferibili alle città di Roma, Taranto, Milano, Napoli e Torino, le minori a Campobasso e Aosta. </p><p>Relativamente alle<b> concentrazioni di PM10</b>, nel periodo 2006-2011, si evidenzia, su un set di 57 stazioni di monitoraggio su 29 città, una debole ma significativa tendenza alla riduzione delle concentrazioni, per esempio nelle città di Aosta, Bari, Bologna, Firenze, Palermo, Roma, Taranto, Torino. <br /><b>Monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo</b>, come per gli anni precedenti, non sembrano essere più un problema: <b>non superano da anni i valori limite</b> per le concentrazioni in aria e per quanto riguarda le emissioni in atmosfera il trend risulta per tutte le città in decrescita, con un valore medio di riduzione in particolare del monossido di carbonio tra il 2000 e il 2010 del 56%.</p><p><b>Diminuiscono le autovetture private</b> nelle 8 città più grandi del Paese, fatta eccezione per Roma dove si registra il più alto numero di autovetture: quasi 1.600.000, seguita da Milano con quasi 600.000 Napoli (poco più di 500.000) e Torino (circa 450.000).</p><p>L’edizione 2013 del Rapporto aree urbane anche quest’anno è stato corredato da un <b>focus di approfondimento tematico</b> su <a href="http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/stato_ambiente_45_2013.pdf">"Acque ed ambiente urbano" (pdf)</a> ricco di contributi scientifici multidisciplinari sulla pianificazione e gestione sostenibile di questa preziosa risorsa naturale.</p><p>Quanta <b>acqua</b> consumiamo in Italia, quanta ne beviamo e da dove proviene questa preziosa risorsa?<br />Per le 60 città, sulla base di dati ISTAT, <b>il valore medio del consumo di acqua per uso domestico diminuisce nel 2011</b> di circa il 14,5% rispetto al 2000. La più alta percentuale di riduzione dei consumi si registra a Monza seguita da Parma, Piacenza, Genova, Torino e Novara; nel 2011 delle 60 città solo Reggio Calabria, Palermo e Messina sono ricorse a misure di razionamento dell’erogazione dell’acqua. <b>Valle d’Aosta, provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Sicilia e Sardegna</b> si contraddistinguono come le uniche <b>regioni autosufficienti dal punto di vista idrico</b>, ma le regioni del Centro-Sud si caratterizzano per i maggiori scambi di acqua: in particolare, la Puglia risulta la regione più dipendente: più del 60% della disponibilità complessiva da destinare all’utenza finale (circa 333,5 milioni di metri cubi di acqua ad uso potabile) proviene dalla Basilicata (per circa il 64%), dalla Campania (per circa il 36%) e in quantità residuali dal Molise. <br />La Basilicata si caratterizza come la regione che, più delle altre, contribuisce alle richieste delle regioni vicine, attraverso l’esportazione di circa il 70% dei volumi prelevati sul proprio territorio<br />(circa 217 milioni di metri cubi d’acqua), destinato per lo più alla confinante Puglia.<br /> <br />Per quanto riguarda il <b>consumo di suolo</b>: crescono le superfici artificiali e impermeabili: nel complesso le 51 aree comunali soggette a monitoraggio hanno cementificato un territorio pari a quasi 220.000 ettari (quasi 35.000 solo a Roma), con un consumo di suolo giornaliero pari a quasi 5 ettari di nuovo territorio perso ogni giorno (sono circa 70 a livello nazionale).</p><p>Sul <a href="http://www.isprambiente.gov.it/it/events/ix-rapporto-ispra-201cqualita-dell2019ambiente-urbano201d-edizione-2013">sito internet di Ispra</a> è disponibile il video del convegno di presentazione del Rapporto e altri documenti di approfondimento. </p><p><br /></p>


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