Studio Oxfam, i cambiamenti climatici faranno raddoppiare il prezzo del cibo al 2030

Secondo un rapporto dal titolo 'La terra si sta riscaldando, i prezzi salgono' pubblicato dalla Ong internazionale Oxfam, i prezzi dei prodotti alimentari potrebbero raddoppiare entro il 2030 rispetto ai valori 2010 a causa dei mutamenti del clima.

11 settembre 2012 Fonte: Agenzia Dire

<p>I <b>prezzi dei prodotti alimentari potrebbero raddoppiare</b> entro il 2030 rispetto ai valori 2010 a causa dei cambiamenti climatici. L’allarme è contenuto nel rapporto <i><a href="http://www.oxfam.org/en/pressroom/pressrelease/2012-09-05/food-price-spikes-will-get-worse-extreme-weather-climate-change">’La terra si sta riscaldando, i prezzi salgono'</a></i> appena pubblicato da <b>Oxfam</b> che avverte come ancora oggi le conseguenze del riscaldamento globale sono sottovalutate, perché anche se l’aumento delle temperature medie si evolve con apparente lentezza, gli eventi che l’accompagnano (siccità, inondazioni e uragani) raddoppiano le perdite agricole causate da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi.</p><p>Nel 2030, spiega la Ong internazionale, il <b>prezzo del grano potrebbe lievitare mediamente del 140%</b>. Nell’Africa sub-sahariana, invece, inondazioni e siccità rischiano di far salire del 120% il costo del mais e di altri cereali. I prezzi del mais da esportazione potrebbero essere soggetti a rincari del 177%, quelli del grano del 120% e quelli del riso del 107%.</p><p>Il <b>modello messo a punto dall’Institute of Development Studies dell’Università britannica del Sussex</b> suggerisce che uno o più eventi meteorologici estremi che si verificano in un solo anno potrebbero portare ad aumenti dei prezzi di un ordine di grandezza paragonabile a 20 anni di aumento dei prezzi in condizioni climatiche normali.</p><p><b>Saranno sempre i più poveri a pagare il conto più salato</b> del riscaldamento globale – osserva Jamart Clara, responsabile agricoltura e alimentazione Oxfam – Se una famiglia francese, infatti, spende in media il 15% del suo bilancio per l’alimentazione, nel Sahel la percentuale può arrivare fino al 50 o anche al 75%.<br />Nonostante i suoi impegni, la comunità internazionale non riesce a ridurre le emissioni di CO2 responsabili del riscaldamento globale. </p><p>Secondo la Banca Mondiale già oggi la siccità negli <b>Stati Uniti</b> ha fatto crescere il costo di mais e soia del 25% e del 17% tra giugno a luglio.</p><p></p>


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