Energia pulita e basse emissioni di CO2, i paesi emergenti danno il buon esempio
Le economie emergenti si stanno distinguendo grazie a piani di sviluppo che prevedono tagli alle emissioni di CO2. Nel Dossier "Economie emergenti – in quale modo il mondo in via di sviluppo inizia ad affrontare la nuova era della leadership nel settore dei cambiamenti climatici" il Wwf esamina le linee di tendenza per la riduzione di emissioni e i piani di azione per il clima attualmente in atto.
<p>I Paesi emergenti hanno adottato solidi <b>standard energetici</b> e <b>piani di azione per la riduzione delle emissioni</b>, dimostrandosi così molto più determinati e ambiziosi rispetto a molti paesi industrializzati. </p><p>È quanto si legge nel Dossier <b>"Economie emergenti – In quale modo il mondo in via di sviluppo inizia ad affrontare la nuova era della leadership nel settore dei cambiamenti climatici"</b> pubblicato ieri dal Wwf, che analizza le linee di tendenza per la riduzione delle emissioni attualmente in atto e i piani di azione per il clima, in relazione a cinque tra le maggiori economie in via di sviluppo nel mondo: Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica. </p><p>Lo scenario che emerge è il seguente: il <b>Messico</b> si è impegnato a ridurre le emissioni del 50% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2000. <br />La <b>Cina</b> si è impegnata a coprire il 15% del fabbisogno con fonti rinnovabili entro il 2020 (impegno preso a Copenhagen), diventando il maggiore produttore del settore. Anche in <b>Sudafrica</b> ha preso piede un approccio basato sulla pianificazione di uno sviluppo a basse emissioni di carbonio, grazie soprattutto all’impegno di una riduzione del 34% entro il 2020. <br />Lodevole, inoltre, il lavoro del <b>Brasile</b> che non solo ha ridotto la deforestazione del 56% rispetto al 2004, ma ha stabilito un ambizioso obiettivo per il 2017: ulteriori riduzioni fino al 70% sotto il valore medio del periodo 1995-2006. <br />Progressi nel campo dell’energia solare ed eolica si registrano in <b>India</b> tanto che si prevede un obiettivo più ambizioso al 2012 rspetto a quello iniziale del 10% per la generazione di energia rinnovabile. </p><p>"In alcune delle principali economie emergenti del pianeta, la gara per la creazione di mercati per le tecnologie pulite e per abbracciare un futuro a basse emissioni di carbonio appare bene avviata", ha dichiarato <b>Mariagrazia Midulla</b> responsabile clima del WWF Italia.<br />Midulla ha poi sottolineato che "questi paesi hanno ora la possibilità di costruire robuste iniziative a livello nazionale per dimostrare la loro leadership internazionale nell’ambito dell’azione delle Nazioni Unite per il clima. A Cancun, Brasile, Sudafrica, Cina, India e Messico sono ben posizionati per spingere all’azione sulla base di innovative fonti di finanziamento pubblico e per un accordo sul clima legalmente vincolante nell’ambito dell’UNFCCC". <br />Questi paesi, sottolinea ancora Midulla, "dovrebbero spingere sull’acceleratore per raggiungere tutti gli obiettivi previsti dai rispettivi impegni nazionali, e con queste iniziative dovrebbero riuscire a incoraggiare ed aiutare i paesi che appaiono ancora in ritardo nella corsa verso le energie rinnovabili".</p><p>Tutto ciò non si può raggiungere senza una <b>collaborazione tra tutti i Paesi</b> responsabili delle emissioni di gas climalteranti. <br />Per il Wwf "queste iniziative dovrebbero basarsi su un clima di maggiore collaborazione tra i paesi sviluppati, come la UE, e le economie emergenti; un simile contesto potrebbe dare un nuovo slancio ai negoziati delle Nazioni Unite sul clima".</p><p>Il Rapporto (pdf) <b><a href="http://assets.panda.org/downloads/emerging_economies_report_nov_2010.pdf">"Economie emergenti – In quale modo il mondo in via di sviluppo inizia ad affrontare la nuova era della leadership nel settore dei cambiamenti climatici"</a></b>.</p><p></p><p></p>
