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Riciclo dei rifiuti in Italia, un settore di punta per il paese che va avanti nonostante la crisi

Il settore del riciclo dei rifiuti nel 2009 ha registrato un calo dei quantitativi gestiti, anche se c’è stato un aumento dei tassi del riciclo in tutte le filiere, con una esportazione dei materiali riciclati verso i Paesi emergenti. Questi alcuni elementi riportati dal rapporto "L’Italia del riciclo 2010", promosso da FISE Unire e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

29 ottobre 2010

<p>La recente crisi economica dei mercati internazionali ha colpito anche il <b>settore del riciclo dei rifiuti</b> che lo scorso anno, a causa della flessione della produzione e della domanda di materie prime ricavate dai rifiuti, ha registrato un <b>calo dei quantitativi gestiti</b>. <br />Si è registrato al contempo un graduale e continuo <b>aumento dei tassi del riciclo in tutte le filiere</b> del settore con una conseguente accelerazione delle esportazioni dei materiali riciclati e un allargamento verso i Paesi emergenti, primo fra tutti la Cina.</p><p>Questi i principali dati che emergono dal rapporto <b>"L’Italia del riciclo 2010"</b>, il rapporto annuale che quest’anno è stato promosso da FISE Unire e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e presentato ieri a Roma. </p><p>Il rapporto, come ha sottolineato <b>Edo Ronchi</b>, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, rappresenta una <b>riflessione sugli effetti della crisi</b> sul settore in Italia, su come quest’ultimo ne sta uscendo e sulle modalità con cui adempiere agli obblighi europei, con cui poter fare un salto in avanti nel settore del riciclo. </p><p>In riferimento ai <b>sei principali flussi di materiali</b> (rottami ferrosi, alluminio, carta, legno, plastica e vetro) destinati al riciclo, alla fine del 2009 si è registrata una diminuzione pari al 24,7% (da 31,88 milioni di tonnellate nel 2008 a 24 milioni di tonnellate nel 2009). <br />Questa flessione è stata determinata principalmente dal forte calo della produzione siderurgica, e quindi dall’impiego dei rottami ferrosi (-34,4% rispetto al 2008 corrispondente a circa 6,7 milioni di tonnellate).<br />Nel 2009 anche l’alluminio destinato al riciclo ha subito un calo pari al 27,9%, mentre le altre filiere hanno registrato una minore flessione: -10,8% quella della carta, -4,4% del legno, -9,9% della plastica e -3,2% del vetro. </p><p><b>L’Italia importa materiali destinati al riciclo</b>, ad esclusione del settore della carta da macero, per circa <b>6 milioni di tonnellate</b> con un saldo negativo del rapporto export-import di circa il 60,5% (6,17 tonnellate contro i 2,44 milioni di tonnellate in negativo del 2008).</p><p>Risultano <b>in crescita</b> anche <b>le esportazioni verso i Paesi emergenti</b>, soprattutto la Cina. Tali esportazioni sono favorite dai bassi costi di trasporto dei materiali, dall’effetto dumping e, in taluni casi, anche dall’insufficienza dei mercati interni.<br />L’export, infatti, come ha suggerito Edo Ronchi, potrebbe favorire casi di dumping ambientale (si tratta di quei casi in cui le aziende si spostano da un territorio a un altro per approfittare di un sistema legislativo meno severo) ed è questo il motivo per cui Ronchi ha consigliato di affinare lo studio del riciclo affinché si possano seguire in modo più dettagliato le filiere del settore (dalla fase di avvio fino al riciclo). </p><p>Dallo studio emerge che lo scorso anno il <b>sistema di raccolta dei RAEE</b> (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) ha registrato una forte crescita: nel 2008 il totale raccolto ammontava a 126mila tonnellate, lo scorso anno si è toccata la quota 193mila tonnellate.</p><p>Nel 2009, nonostante si sia registrato un calo dei quantitativi trattati, in tutti i settori (ad eccezione, come accennato, dell’alluminio) c’è stato anche un aumento delle percentuali di riciclo sull’immesso al consumo (in certi casi di circa l’80% come per esempio si registra nel settore della carta). Questo dimostra come il settore del recupero rappresenti un pilastro della green economy e un importante supporto all’industria nazionale. </p><p>"Anche in un periodo di crisi economica – ha affermato Ronchi – un <b>settore cruciale della green economy</b>, come quello del riciclo dei rifiuti, non solo regge, ma riesce a fare passi in avanti significativi. Questo Rapporto sull’Italia del riciclo, ci fa vedere che non c’è solo la crisi dei rifiuti di Napoli, ma che esiste ormai in questo Paese una vasta attività di riciclo dei rifiuti che, in non pochi settori, è fra le più avanzate d’Europa. Abbiamo intere Regioni dove le raccolte differenziate sono intorno al 50% e settori come quello degli imballaggi dove si ricicla il 64% dell’immesso al consumo."</p><p>Una buona strutturazione come quella che il comparto del riciclo, rappresentato da <b>Consorzi e organizzazioni di filiera</b>, ha dimostrato di avere dimostra quindi come sia possibile attenuare gli effetti della congiuntura negativa e avere così buone prospettive per il 2010. <br />"Il settore del recupero dei rifiuti, anche da un punto di vista strategico di politica industriale, è sempre un punto di forza dell’economia nazionale", ha evidenziato Corrado Scarpino, Presidente di Unire. </p><p>È importante, come ha sottolineato Ronchi, che si facciano dei passi in avanti, per esempio: mantenere gli obiettivi del riciclaggio preservando la <b>competitività delle imprese del settore</b>, assicurare lo sviluppo della <b>Raccolta Differenziata</b> grazie a una maggiore <b>qualità di raccolta</b>, creare una mappatura degli <b>impianti di trattamento</b> dei rifiuti, facilitare la <b>commercializzazione</b>. A tutto questo si aggiunge, come suggerisce il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la necessità di avere a disposizione un <b>quadro normativo più semplice e più stabile</b> (norme tecniche e metodologie analitiche certe e omogenee sull’intero territorio nazionale) e predisporre di efficaci sistemi organizzativi e gestionali anche per le nuove strutture che entrano a far parte della filiera.</p><p>L’edizione 2010 dello studio realizzato da FISE Unire e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, con il contributo di COBAT, COMIECO, ECOPNEUS, RILEGNO, Ecomondo ha presentato <b>due novità</b>: il <b>titolo</b> del rapporto che fino allo scorso anno era "L’Italia del recupero" e la sezione dedicata ai <b>casi di buone pratiche</b> e tecnologie di riciclo (in sostanza un elenco costituito da 23 imprese, che svolgono buone pratiche nel settore del riciclo dei rifiuti in Italia. </p><p>Scarica il rapporto "<a href="http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/f/Documenti/Italia+del+riciclo/Rapporto_Italia_del_Riciclo.pdf">L’Italia del riciclo 2010</a>"(pdf)</p><p>In allegato le <b>Schede sintetiche</b></p><p> </p><p><br /></p>

Schede sintetiche (pdf)


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