Il primo rapporto Carbon Disclosure Project per l’Italia

E’ scaricabile in pdf il Report CDP Italy 2008, realizzato con la collaborazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, Kyoto Club ed ERM Italia, e presentato oggi a Roma. Le presentazioni di Giscaro e Giacomelli.

13 febbraio 2009

<p>Nel 2007 e 2008 CDP ha realizzato i primi studi sulle società italiane considerando le 40 aziende con la maggiore capitalizzazione sul mercato borsistico italiano (S&P/MIB). <br />Di queste, otto appartengono anche al Global 500 e una al France 120. Fra le 40 aziende partecipanti solo 18 hanno risposto al questionario (45%) e, di queste, 14 hanno acconsentito a rendere pubbliche le informazioni fornite.</p><p>Questo primo rapporto CDP italiano, presentato oggi a Roma e realizzato con la collaborazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, Kyoto Club ed ERM Italia, va considerato come un punto di partenza per delineare più chiaramente la situazione delle aziende in relazione al tema dei cambiamenti climatici. Il campione su cui si è realizzata l’analisi è piuttosto limitato, di conseguenza, i risultati non possono essere considerati come pienamente rappresentativi della situazione italiana complessiva.</p><p>Ciononostante, dai dati disponibili possono essere tratte alcune considerazioni interessanti.<br />Le risposte delle società appartenenti all’indice S&P/MIB mostrano, rispetto all’anno precedente, una maggiore consapevolezza dei rischi associati ai cambiamenti climatici. A dimostrazione di quanto anticipato, il 67% delle aziende, rispetto al 40% del 2007, sottolinea i rischi normativi, mentre i rischi fisici e quelli generali sono percepiti rispettivamente dal 72% e dal 67% dei partecipanti, contro il 25% e 35% del 2007.</p><p>La quasi totalità delle aziende (93%) intravede anche delle opportunità nei cambiamenti climatici. Il settore finanziario, in particolare, intuisce l’opportunità di sviluppare nuovi servizi finanziari e assicurativi in supporto ad investimenti a basso tenore di carbonio e alle attività di adattamento e mitigazione. <br />Per quanto riguarda la misurazione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG), il 78% dei partecipanti è in grado di fornire dati relativamente alle proprie emissioni dirette in accordo con la definizione di emissioni di Scopo 1 del Protocollo. I numeri relativi alle emissioni indirette derivanti dall’acquisto di energia elettrica, calore e vapore (Scopo 2) sono stati comunicati, invece, dal 67% delle compagnie. Solo il 50% delle aziende pubblica in toto o in parte le proprie emissioni Scopo 3 (altre emissioni indirette), misurate o stimate. In molti casi esse corrispondono a quelle generate dai viaggi di lavoro.<br />I dati di emissione sono verificati da un ente indipendente nel 72% dei casi. </p><p>Il 50% delle aziende ha introdotto un programma per ridurre le proprie emissioni di GHG, mentre solo il 39% ha stabilito obiettivi quantitativi.<br />Il 56% delle aziende afferma di avere istituito un comitato dedicato ai cambiamenti climatici all’interno della struttura societaria e il 39% ha anche stabilito incentivi/premi legati al raggiungimento degli obiettivi connessi alle strategie climate change.</p><p><b>Interventi al convegno del 13 febbraio 2009 a Roma</b></p><p><a href="docs/roma130209_Giacomelli.pps"><b>Presentazione di Roberto Giacomelli di Erm Italia</b> – Rilievi statistici sul primo rapporto CDP per l’Italia</a> (PPS)</p><p><a href="docs/roma130209_Sylvie.pdf"><b>Relazione di Sylvie Giscaro (Director Europe Carbon Disclosure Project)</b></a> (PDF)</p>

CDP Italy Report 2008 (pdf)


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