Lettera aperta dell’APER al Governo perché supporti il Pacchetto UE Clima ed Energia

Perché il Governo italiano deve appoggiare il pacchetto UE e rispettare gli obiettivi di Kyoto. Lettera di Aper e di altre organizzazioni industriali europee per una offerta energetica sostenibile, sicura e competitiva.

1 dicembre 2008

Onorevole Presidente, Onorevoli Ministri,

Il settore delle energie rinnovabili che rappresentiamo è uno dei più dinamici e in più rapida espansione dell’industria europea: ad oggi conta oltre 400.000 addetti (molti dei quali in Italia) e ha un giro d’affari superiore a 45 miliardi di euro. Noi riteniamo che l’ingresso dell’economia italiana in una nuova era energetica, con approvvigionamenti sostenibili, sicuri e a costi prevedibili, rappresenti più un vantaggio che un onere per il Paese.

Per questo vorremmo esprimervi tutta la nostra preoccupazione riguardo alla posizione che il Governo italiano ha assunto in sede europea sul Pacchetto Clima ed Energia.

L’industria delle fonti energetiche rinnovabili, a livello sia italiano che europeo, è fermamente convinta che, mai come oggi, la rapida adozione del “Pacchetto Clima ed Energia” sia al contempo una necessità e un’opportunità, per l’Italia e per l’Unione Europea nel suo complesso. In questa prospettiva, ci auguriamo che i Capi di Stato e di Governo europei riaffermino i loro impegni e adottino con forza e decisione entro quest’anno il Pacchetto Clima ed Energia.

Le energie rinnovabili non contribuiscono solo alla lotta al cambiamento climatico, ma rappresentano un’offerta energetica pulita, sostenibile e stabile, creando nuovi posti di lavoro negli stessi paesi dove l’energia viene prodotta. Stiamo assistendo alla crescita della competizione globale per la scarsità delle risorse energetiche. Continuare con un approccio “business as usual” sarebbe dannoso sia per l’Europa sia per l’Italia. In quest’ottica, occorre guardare avanti e creare nuovi fronti di investimento, generando ricchezza per l’Italia e per l’Europa attraverso tecnologie innovative anziché continuare con il protezionismo in difesa dei settori tradizionali.

continua (vedi allegato)

Lettera aperta al Governo (pdf)


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