Rapporto IPCC, Gianni Silvestrini (Kyoto Club): nella transizione alle rinnovabili dobbiamo essere ancora più incisivi

"Dopo la presentazione del rapporto dell'IPCC di oggi dobbiamo mandare un forte messaggio al mondo politico e accelerare la transizione alle rinnovabili: se le emissioni si mantengono a questo livello le temperature globali potrebbero aumentare sino a 3°". Queste le parole di Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, ai microfoni di Fuorigioco (Radio Uno) in merito alla presentazione del rapporto dell'IPPCC delle Nazioni UNite.

9 ottobre 2018

"Con l'Accordo di Parigi tutti i Paesi del mondo hanno preso l'impegno di evitare di superare i 2°C, e possibilmente non superare i 1,5°C. Questa richiesta fu avanzata dalle Isole del Pacifico, che con due gradi sarebbero sommersi. Ricordiamo che oggi siamo a un grado in più rispetto all'era pre-industriale: la differenza tra 1,5°C e 2°C sembra risibile, ma è fondamentale, e questo lo dicono anche gli scienziati dell'IPCC: il rapporto mostra come con un'aumento delle temperature sopra i 2°C 10 milioni di persone dovrebbero andarsene dai terreni vicino alle coste, e le barriere coralline scomparirebbero". Queste le parole del Direttore scientifico di Kyoto Club Gianni Silvestrini intervistato da Fuorigioco (radio Uno).

"La cosa positiva – continua lo scienziato – dell'Accordo sul clima è stata che tutti i Paesi hanno presentato il proprio piano di riduzione delle emissioni. Però, esaminando quello che sarebbe stato l'impatto sul clima dei vari piani presentati, l'aumento delle temperature globali sarebbe stato tra i 2,7°C e i 3°C. L'Accordo infatti prevedeva che entro il 2021 tutti i Paesi avrebbero dovuto rivedere i propri piani per essere più incisivi. Dopo la presentazione del rapporto dell'IPCC, c'è un'urgenza ancora maggiore: ad esempio l'Europa promise di ridurre le proprie emissioni tra il 1990 e il 2030 del 40%, con questo rapporto dovrebbe passare dal 40% al 55% o 60%. Dobbiamo accelerare di molto, c'è da dare un messaggio al mondo politico. La buona notizia è che oggi abbiamo nuove tecnologie che non avevamo solo 5 anni fa, pensiamo al crollo del prezzo del fotovoltaico o alla diffusione della mobilità elettrica" ha poi affermato il Direttore scientifico.

Cosa possiamo fare per dare il nostro contributo? Sono tre i consigli di Silvestrini che possiamo adottare: in primis "la mobilità, una delle cause principali dell'aumento delle emissioni, e noi possiamo fare molto: acquistare auto ibride ed elettriche, prendere mezzi pubblici o andare in bicicletta; poi ci sono gli edifici italiani, molto dispersivi: interveniamo su interi edifici non sui singoli appartamenti; infine dobbiamo rivedere il modello di consumo: e porci il problema di cosa produciamo e cosa consumiamo, con un'attenzione particolare alle plastiche."

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