Rapporto IPCC, Gianni Silvestrini (Kyoto Club): nella transizione alle rinnovabili dobbiamo essere ancora più incisivi
"Dopo la presentazione del rapporto dell'IPCC di oggi dobbiamo mandare un forte messaggio al mondo politico e accelerare la transizione alle rinnovabili: se le emissioni si mantengono a questo livello le temperature globali potrebbero aumentare sino a 3°". Queste le parole di Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, ai microfoni di Fuorigioco (Radio Uno) in merito alla presentazione del rapporto dell'IPPCC delle Nazioni UNite.
"Con l'Accordo di Parigi tutti i Paesi del mondo hanno preso l'impegno di evitare di superare i 2°C, e possibilmente non superare i 1,5°C. Questa richiesta fu avanzata dalle Isole del Pacifico, che con due gradi sarebbero sommersi. Ricordiamo che oggi siamo a un grado in più rispetto all'era pre-industriale: la differenza tra 1,5°C e 2°C sembra risibile, ma è fondamentale, e questo lo dicono anche gli scienziati dell'IPCC: il rapporto mostra come con un'aumento delle temperature sopra i 2°C 10 milioni di persone dovrebbero andarsene dai terreni vicino alle coste, e le barriere coralline scomparirebbero". Queste le parole del Direttore scientifico di Kyoto Club Gianni Silvestrini intervistato da Fuorigioco (radio Uno).
"La cosa positiva – continua lo scienziato – dell'Accordo sul clima è stata che tutti i Paesi hanno presentato il proprio piano di riduzione delle emissioni. Però, esaminando quello che sarebbe stato l'impatto sul clima dei vari piani presentati, l'aumento delle temperature globali sarebbe stato tra i 2,7°C e i 3°C. L'Accordo infatti prevedeva che entro il 2021 tutti i Paesi avrebbero dovuto rivedere i propri piani per essere più incisivi. Dopo la presentazione del rapporto dell'IPCC, c'è un'urgenza ancora maggiore: ad esempio l'Europa promise di ridurre le proprie emissioni tra il 1990 e il 2030 del 40%, con questo rapporto dovrebbe passare dal 40% al 55% o 60%. Dobbiamo accelerare di molto, c'è da dare un messaggio al mondo politico. La buona notizia è che oggi abbiamo nuove tecnologie che non avevamo solo 5 anni fa, pensiamo al crollo del prezzo del fotovoltaico o alla diffusione della mobilità elettrica" ha poi affermato il Direttore scientifico.
Cosa possiamo fare per dare il nostro contributo? Sono tre i consigli di Silvestrini che possiamo adottare: in primis "la mobilità, una delle cause principali dell'aumento delle emissioni, e noi possiamo fare molto: acquistare auto ibride ed elettriche, prendere mezzi pubblici o andare in bicicletta; poi ci sono gli edifici italiani, molto dispersivi: interveniamo su interi edifici non sui singoli appartamenti; infine dobbiamo rivedere il modello di consumo: e porci il problema di cosa produciamo e cosa consumiamo, con un'attenzione particolare alle plastiche."
