podcast-er: Cambiamento climatico vs diplomazia. Scenari dalla COP19. Silvestrini a Ecoradio
Proprio mentre si contano i danni e si cercano le vittime del tifone Haiyan nelle Filippine, a Varsavia si svolge la 19° Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP19). Si avverte una contraddizione tra la realtà, caratterizzata dagli evidenti effetti del global warming, e tra l'impotenza della diplomazia. Si punta su un accordo sul clima che non arriverà da Varsavia, ma che potrebbe giungere dalla Conferenza di Parigi nel 2015. Silvestrini a Ecoradio.
<p><a href="audio/121113_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3">Ascolta audio</a> (mp3 – durata 2’34’’)</p><p>Proprio mentre si contano i danni e si cercano le vittime del <b>tifone Haiyan nelle Filippine</b>, a Varsavia si svolge la <b>19° Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP19)</b>. Si avverte una contraddizione tra la realtà, caratterizzata dai segnali evidenti del global warming, e tra l’impotenza della diplomazia. </p><p>La partita, quindi, si fa delicata: l’Europa potrà fare la sua parte nei prossimi tre mesi e dovrà definire autonomamente l’<b>obiettivo al 2030</b> (si parla di una riduzione del 40% delle emissioni di gas climalteranti, rispetto ai valori del 1990, e di un contributo delle fonti rinnovabili che dovrebbe arrivare al 30%).</p><p>Staremo a vedere quali saranno i numeri,se l’<b>Europa</b> avrà una posizione decisa potrà avere una forza negoziale maggiore a livello internazionale e quindi favorire un accordo sul clima, che sicuramente non arriverà dalla Conferenza in corso a Varsavia, ma che potrà essere raggiunta alla fine del 2015 a Parigi. </p><p>L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&Itemid=1">Ecoradio</a>. </p><p></p><p><br /></p>
