podcast-er: La mobilità elettrica e la rivoluzione dei centri urbani. Silvestrini a Ecoradio

In Italia le città superano i limiti di inquinamento imposti dall’Unione europea a causa dell’elevato numero di veicoli che assediano i nostri centri urbani. Serve un sistema incentivante e una volontà politica che punti sulla mobilità elettrica, il settore del futuro su cui hanno già scommesso l’Europa e il resto del mondo. L’opinione di Silvestrini a Ecoradio.

13 settembre 2013

<p><a href="audio/100913_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3">Ascolta audio</a> (mp3 – durata 6’28’’) </p><p>Sulla <b>mobilità elettrica</b> stanno puntando molti paesi in Europa e nel mondo. In Asia: Giappone e Cina stanno scommettendo su questo settore e anche gli Stati Uniti, che vivono la crisi dell’industria automobilistica, intendono investire per una riconversione verde. <br />In Europa: Francia e Germania stanno lavorando molto e si stima che i due paesi, insieme alla Gran Bretagna, installeranno 3,7milioni di punti di ricarica, mentre in Italia si vive ancora un’aria di scetticismo nei confronti dell’elettrico. </p><p>Il nostro Paese non solo ci crede poco nella mobilità elettrica ma, a causa dell’<b>elevato numero di veicoli</b> che assediano i centri urbani, supera i limiti di <b>inquinamento</b> imposti dall’Unione europea. </p><p><b>L’elettrico rappresenta la scommessa del futuro</b>. Resta un grosso interrogativo: l’Italia, che si è ormai lanciata sulle rinnovabili elettriche (più di un terzo della produzione elettrica del paese proviene da rinnovabile), scommetterà sulla mobilità elettrica nonostante le resistenze da parte della politica industriale?</p><p>L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/">Ecoradio</a>.</p><p><br /></p>


↑ torna in cima