podcast-er: L’industria e la domanda delle rinnovabili in Cina e gli effetti internazionali. Silvestrini a Ecoradio
La forte crescita dell’industria e della domanda interna di fonti rinnovabili in Cina potrebbe avere l’effetto di una significativa riduzione dei costi a livello internazionale. L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.
<p><a href="/audio/050213_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3"><b>Ascolta audio</b></a> (mp3 – durata 2’44’’) </p><p>Dai dati sulla potenza installata nel 2012 in <b>Cina</b> emerge la <b>rapidissima crescita del contributo delle fonti rinnovabili </b>: quasi il 40% della nuova potenza elettrica installata lo scorso anno in Cina è rinnovabile, in particolare idroelettrico, eolico e, in piccola parte, fotovoltaico. </p><p>Ecco i <b>dati 2012</b>: 51 GW di energia convenzionale; 15,9 GW di eolico che portano la Cina al primo posto nel mondo per potenza eolica installata; 15,5 GW di idroelettrico, 1,2 GW di fotovoltaico e 0,7 GW di nucleare. Il mese scorso la notizia che l’obiettivo del fotovoltaico, di 21mila MW al 2015, è stato innalzato a 35mila MW.</p><p>Un <b>rapido cambiamento sta attraversando il sistema energetico cinese</b> che, ancora fortemente dominato dal carbone, vede però una <b> accelerazione delle rinnovabili</b>.<br />Una crescita determinata da due fattori: la forte industria cinese di aerogeneratori e di fotovoltaico oggi in difficoltà a causa dei dazi doganali posti dagli Stati Uniti, rende necessario il consolidamento di un mercato interno. E i problemi dell’inquinamento locale, sempre più gravi e preoccupanti per la popolazione, al punto da spingere le autorità cinesi a dare una marcia preferenziale alle politiche su efficienza energetica e rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre il peso del carbone. </p><p>La Cina quindi si trova obbligata a favorire l’<b>espansione delle rinnovabili</b> e a livello a livello internazionale l’effetto potrà essere una significativa riduzione dei prezzi delle tecnologie verdi. </p><p>L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&Itemid=1">Ecoradio</a>.</p><p><br /></p>
