podcast-er: La COP 18 e il necessario abbandono delle fonti fossili. Silvestrini a Ecoradio
Le posizioni dei paesi riunitisi a Doha restano molto distanti. Probabilmente non ci saranno risultati concreti. Qualche passo avanti verso una riflessione su come ridurre i sussidi alle fonti fossili e su come rilanciare le potenzialità delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Silvestrini a Ecoradio.
<p><p style="text-align: justify;"><a href="https://www.kyotoclub.org/audio/041212_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3" target="_blank"><b><u><font color="#0066cc">Ascolta audio</font></u></b></a> (mp3 – durata 3’10’’)</p><p style="text-align: justify;">Dalla <b>COP 18 sui cambiamenti climatici</b> emerge la difficoltà di avvicinare le posizioni molto distanti delle delegazioni sulle questioni princiapli che si stanno affrontando nella Conferenza dell’Onu.<br>Eppure i segnali sulla grave situazione climatica continuano ad arrivare dalle più autorevoli fonti istituzionali, scientifiche e dell’associazionismo.</p><p style="text-align: justify;">La <b>Banca Mondiale</b> segnala uno scenario in cui si registra un aumento della temperatura globale pari a 4 °C, e non di 2 °C come si è detto finora. Il <b>Fondo Monetario Internazionale</b> affronta, nel suo recente report (<a href="http://qualenergia.it/articoli/20121204-petrolio-e-drammatiche-crisi-economiche-un-report-del-fmi-0" target="_blank"><u><font color="#0066cc">Petrolio e drammatiche crisi economiche. Un report del FMI</font></u></a> su QualEnergia.it), la preoccupante situazione economica che si verificherà quando il petrolio non sarà in abbondanza come invece molti sostengono.</p><p style="text-align: justify;"><b>A Doha</b> nei prossimi giorni si manifesteranno le <b>posizioni di Cina, Stati Uniti ed Europa</b>, quest’ultima abbastanza impegnata per il successo della Conferenza. Gli Stati Uniti con Obama al secondo mandato potrebbero avere una posizione più aperta, ma ora dipenderà soprattutto dalla Cina che, insieme a Brasile, India e gli altri Pvs, gioca un ruolo fondamentale nei negoziati.</p><p style="text-align: justify;">Una delle discussioni in atto a Doha è rappresentata dall’intenzione di <b>mettere tutte le fonti energetiche in una situazione di parità</b>. Probabilmente non ci saranno concreti e spettacolari risultati, ma forse speriamo si stia qualche passo verso una riflessione su come ridurre i sussidi alle fonti fossili e su come rilanciare le potenzialità delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.</p><p style="text-align: justify;">L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&Itemid=1" target="_blank"><u><font color="#0066cc">Ecoradio</font></u></a>.</p></p>
