podcast-er: Peso della congiuntura e dei cambiamenti strutturali sul futuro mercato dell’energia. Silvestrini a Ecoradio

La crisi richiede ripensamenti tattici e strategici. Basti pensare a cosa sta accadendo al settore dell'auto e a quello dei carburanti. Ma anche nella produzione elettrica dovremmo saper conciliare il calo della domanda di elettricità, la forte crescita delle rinnovabili e saper utilizzare le attuali centrali a cicli combinati in modo efficiente. Gianni Silvestrini a Ecoradio.

25 ottobre 2012

<p><a href="audio/231012_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3"><b>Ascolta audio</b></a> (mp3 – durata 2 min. )</p><p>L’attuale situazione di crisi sta investendo il settore dei trasporti in cui si registra un forte <b>calo nella vendita di automobili pari al 45%</b> nel <b>periodo 2007-2012</b>. Anche la vendita di benzina e gasolio per autotrazione ha visto una riduzione tra il 2004 e il 2011 di 3,7 miliardi di tonnellate, riducendosi ulteriormente anche quest’anno. E di conseguenza, le raffinerie lavorano meno, alcune sono state anche chiuse. </p><p>È importante quindi comprendere quanto il cambiamento che stiamo vivendo sia congiunturale alla crisi o quanto strutturale. Per esempio, il cambiamento in atto nel <b>settore della produzione di energia elettrica</b> non è solo legato alla crisi, ma è anche e soprattutto strutturale.</p><p>Le centrali convenzionali al 2020 dovranno essere più efficienti, conciliandosi con le rinnovabili crescenti che, come emerge nel documento redatto dal Governo (Strategia Energetica Nazionale), arriveranno a produrre <b>130miliardi di kWh/anno</b>. Il risultato è una <b>riduzione del contributo derivante dalle centrali convenzionali. <br /></b><br />L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&Itemid=1">Ecoradio</a>.</p><p></p>


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