podcast-er: Fotovoltaico oltre gli incentivi, Italia e Germania a confronto. Silvestrini a Ecoradio
Stiamo assistendo a una rivoluzione nel settore dell’energia solare. A diventare problematico ora è il futuro, soprattutto per il nostro Paese. Come superare a testa alta questa fase cruciale, evitando di commettere errori che possano mettere in ginocchio l’industria italiana? Gianni Silvestrini a Ecoradio.
<p><a href="audio/040912_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3">Ascolta audio</a> (mp3 – durata 2’18’’)</p><p>L’<b>Italia</b> ha superato 15mila MW fotovoltaici e la <b>Germania</b> ha toccato quasi il doppio di installato: questo si traduce in quasi mezzo milione di impianti per il nostro Paese e in 1 milione e 200mila per la Germania. <br />Si tratta di una <b>rivoluzione</b> che prefigura il passaggio da un modello centralizzato nella produzione di energia ad uno decentrato.</p><p>Come si traduce tutto ciò <b>in termini di produzione elettrica</b>? La potenza fotovoltaica installata genera una quantità di energia equivalente a quella di tre grandi centrali elettriche, mentre se guardiamo alle ore di funzionamento delle attuali centrali a gas a ciclo combinato equivale a circa 6 centrali.</p><p>Ma l’aspetto problematico riguarda il<b> futuro</b>: la Germania ha ancora altri 20-22mila MW da installare con il sostegno di incentivi al ribasso; al contrario il nostro Paese, arrivata la fine degli <b>incentivi del quinto Conto energia</b>, prevista tra la primavera e l’estate del prossimo anno, teoricamente non avrà più tariffe incentivanti. <br />Per le aziende italiane che hanno investito in questo settore è molto penalizzante, soprattutto se si pensa che ci vorranno due o tre anni affinché la tecnologia del solare possa camminare con le proprie gambe.</p><p>Come si può superare questa fase evitando che l’<b>industria italiana</b> sia messa in ginocchio? Intanto evitare di fare l’errore di gettare via una <b>tecnologia</b> che sicuramente è la più <b>promettente sul medio-lungo periodo</b> per generare energia elettrica per l’Italia. La Germania ha trovato la sua strada per i prossimi anni. E l’Italia?</p><p>Il compito di tutti è di saper costruire il "post-incentivi" da subito, attivando una serie di disposizioni regolatorie in grado di accompagnare il settore, insieme alla riduzione dei costi, anche oltre il conto energia.</p><p>L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&Itemid=1">Ecoradio</a>. </p><p></p>
