podcast-er: UE, l’uscita dal nucleare di molti paesi e il ruolo strategico delle rinnovabili. Silvestrini a Ecoradio

A poco più di un anno dall’incidente nucleare di Fukushima si inzia a comprendere il suo impatto sulle scelte energetiche adottate dai paesi europei. Sta nascendo un sommovimento nel settore energetico europeo che coinvolge le strategie dei singoli gruppi elettrici. E tutto ciò avviene mentre in Europa cresce rapidamente il ruolo delle rinnovabili. Gianni Silvestrini a Ecoradio.

24 luglio 2012

<p><a href="audio/240712_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3">Ascolta audio</a> (mp3 – durata 2’19’’) </p><p>A poco più di un anno dall’<b>incidente nucleare di Fukushima</b> ora si può comprendere meglio il suo impatto sulle <b>scelte energetiche</b> dei vari paesi europei. <br />La <b>Francia</b>, con il 75% di produzione elettrica dall’atomo, ha deciso di abbassare la produzione a quota 50% al 2025, anno entro il quale anche il <b>Belgio</b> si è dato l’obiettivo di uscire completamente dal nucleare, da cui attualmente deriva il 51% della sua produzione elettrica. </p><p>Anche la <b>Germania</b> vuole uscire completamente dal nucleare entro il 2022. La <b>Svizzera</b>, con il 40% di produzione elettrica da nucleare, vuole abbandonare l’atomo, puntando alle rinnovabili e dimostrando, con uno studio, che il fotovoltaico potrebbe coprire la metà dell’attuale quota nucleare. </p><p>Si assiste insomma ad un profondo sommovimento nel settore energetico europeo, che coinvolge le strategie dei singoli gruppi elettrici d’Europa. Nel frattempo cresce rapidamente il ruolo delle <b>energie rinnovabili</b>. </p><p>E mentre i paesi europei stanno definendo le proprie strategie energetiche nazionali, in <b>Italia</b> manca ancora una strategia di medio e lungo periodo. </p><p>L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&Itemid=1">Ecoradio</a>. </p><p></p>


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