podcast-er: La linea d’ombra delle rinnovabili. Gianni Silvestrini a Ecoradio

Le rinnovabili e l’energia verde sono entrate nel cuore del sistema energetico. Oggi siamo in presenza di una nascente maturità del settore e questo trend positivo, in termini di potenza e di produzione, dovrebbe indicare l'inutilità di un ritorno al nucleare. L'opinione di Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.

27 aprile 2010 Fonte: Ecoradio

<p><b><a href="http://www.qualenergia.it/UserFiles/Files/silvestrini_opinione20apr10.mp3">Ascolta audio</a> (mp3)</b></p><p>Nell’editoriale del <a href="http://qualenergia.it/sommario.php?id_rivista=31">numero 2/2010 di QualEnergia</a>, appena promosso on line sul portale Qualenergia.it e che sarà distribuito nel corso di Solarexpo di Verona, si parla di "<b>linea d’ombra</b>", ovvero il momento in cui, come suggerisce il titolo di un famoso libro di Conrad, si passa dalla giovinezza alla maturità. Questa linea d’ombra è la situazione che attualmente caratterizza le energie rinnovabili nel mondo. </p><p>Oggi siamo in presenza di un <b>trend di crescita continua</b>: l’anno scorso l’eolico è aumentato del 41% e il fotovoltaico del 20%. In Germania si sono registrati 20mila occupati in più. </p><p>Se guardiamo gli ultimi cinque anni, la produzione di nuove energie rinnovabili rispetto a quella di nuovo nucleare <b>il rapporto è stato di 3 a 1 a favore delle rinnovabili</b>. Questo divario tra rinnovabili e nucleare tende ad aumentare non solo per potenza installata ma anche a livello di produzione.</p><p>Per il 2050, infatti, si ipotizzano scenari in cui le rinnovabili dovrebbero coprire il <b>100% della domanda di energia</b> complessiva o specificamente della domanda elettrica in Europa.</p><p>Le rinnovabili e l’energia verde sono entrate nel mainstream del sistema energetico; dovremo, quindi, fare i conti d’ora in poi con tutto ciò che questo significherà, per esempio in termini di <b>nuove reti elettriche continentali</b>. <br />Il radicale mutamento del paradigma della grande produzione centralizzata con, invece, il fiorire di nuove iniziative a favore delle rinnovabili dovrebbe fare riflettere sull’inutilità di un ritorno al nucleare.</p><p>L’opinione di <b>Gianni Silvestrini</b> a Ecoradio.</p><p><br /></p>


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