Tra negazionismi e accelerazione delle rinnovabili, il clima non aspetta gli Usa

Articolo di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, pubblicato il 24 novembre 2025: tra negazionismi USA e accelerazione delle rinnovabili globali, il clima non aspetta Washington.

24 novembre 2025 Fonte: QualEnergia.it

Nel 2025 gli Stati Uniti inviano segnali contrastanti sulla crisi climatica: da un lato la retorica negazionista di Donald Trump e la crisi interna del Sierra Club, che ha perso il 60% dei suoi iscritti; dall’altro una forte presenza di stati e città americane alla COP30 di Belém, guidate dal governatore della California. Anche Bill Gates cambia rotta, criticando le “prospettive apocalittiche” sul clima e spostando l’attenzione sullo sviluppo globale, con posizioni contestate dagli scienziati.

Intanto la leadership della transizione si sposta verso Cina e Paesi emergenti: Pechino accelera su rinnovabili, mobilità elettrica e riduzione delle emissioni, mentre Brasile, India, Vietnam e diversi Stati africani registrano una crescita senza precedenti di solare ed eolico.

Nel primo semestre 2025, per la prima volta nella storia, le rinnovabili hanno superato il carbone a livello globale. Le nuove installazioni verdi raggiungeranno 793 GW quest’anno, portando la capacità rinnovabile mondiale a 5.000 GW. Nonostante un possibile rallentamento del fotovoltaico in Cina nel 2026, il mondo installerà in cinque anni quanto nei due decenni precedenti.

Secondo l’Iea, carbone, petrolio e gas hanno ormai raggiunto o stanno per raggiungere i rispettivi picchi. La sfida ora è l’implementazione: mobilitare investimenti, ridurre il costo del capitale e garantire politiche stabili, soprattutto nei Paesi emergenti.

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