Ridurre il “carbonio nascosto” degli edifici: la sfida dei materiali e del ciclo di vita
Articolo di Giacomo Pellini – Ufficio stampa e comunicazione Kyoto Club Pubblicato su Greenreport.it, 12 novembre 2025.
Il settore delle costruzioni è responsabile del 36% delle emissioni di gas serra e del 40% dei consumi energetici europei. Per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica, è necessario intervenire non solo sull’efficienza energetica, ma anche sul “carbonio nascosto”, ovvero le emissioni incorporate nei materiali e nei processi costruttivi.
La nuova Direttiva europea “Case Green” (EPBD, 2024) introduce l’obbligo di valutare l’intero ciclo di vita emissivo degli edifici attraverso gli strumenti Life Cycle Assessment (LCA) e Whole Life Carbon (WLC). Entro il 2027, gli Stati membri dovranno definire metodi comuni di calcolo e limiti nazionali di emissioni.
Esperienze europee come la RE2020 francese o il metodo MPG olandese indicano la strada per la riduzione del carbonio incorporato. In Italia, il Green Building Council Italia e realtà come EDERA, Ricehouse, Federcanapa e Diasen stanno già sperimentando materiali naturali, riuso e approcci circolari.
Con l’estensione dell’ETS2 ai settori edilizia e trasporti, diventa ancora più urgente ridurre il fabbisogno energetico e l’impatto dei materiali. La transizione ecologica passa anche da una nuova cultura del costruire, capace di considerare il ciclo di vita dell’edificio come una catena unica di responsabilità ambientale.
