Rinnovabili, l’Italia punta al 65%. Spinta su impianti e autoconsumo
E la quota da raggiungere per l'elettricità entro il 2030. Crescono eolico e fotovoltaico. Costi giù, ma è finito l'affetto bonus. Il commento di Gianni Silvestrini in occasione della nuova edizione di Key -The Energy Transition Expo.
Negli ultimi due anni gli investimenti nelle energie rinnovabili hanno ripreso a correre in Italia, dopo un decennio caratterizzato da un sostanziale blocco dei nuovi progetti. Lo scorso anno la produzione rinnovabile è invece aumentata del 154%,raggiungendo tra eolico, solare, idroelettrico, biomasse e geotermico, la quota record del 43,8% di un mercato elettrico segnato però da una produzione complessiva ai minimi termini dal 1999.
I risultati sono inoltre ancoro lontani da quelli di altri Paesi europei, come Germania e Spagna, dove le rinnovabili hanno fornito rispettivamente più del 5o% della produzione elettrica annuale.
L’Italia si è posta traguardi ambiziosi, puntando ad aumentare la quota delle rinnovabili nei consumi finali del settore elettrico fino al 65% entro il 2030. Secondo il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Key -The Energy Transition Expo e Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, “Per ottenere questi risultati sarà necessario installare nuovi impianti con almeno una potenza tra i 10 e i 12 gigawatt all’anno. La spinta agli investimenti potrà contare su diversi fattori. Innanzitutto la diminuzione dei costi di tutte le principali tecnologie, a partire da batterie e moduli fotovoltaici, i cui prezzi sono scesi lo scorso anno del 42% a 0,15 dollari a Watt”.
Leggi l’intervista completa a Gianni Silvestrini su “Il Corriere della Sera”
