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Le comunità energetiche rinnovabili rischiano di rimanere bloccate dalla crisi di Governo?

Dall’entusiasmo iniziale al pericolo di una brusca battuta d’arresto: il vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante, descrive così la parabola delle comunità energetiche in Italia nell’ultimo anno. Leggi l'articolo di Marta Bonucci su Fasi.eu.

28 luglio 2022

Con la crisi energetica in corso e i prezzi del gas alle stelle le comunità energetiche dovrebbero avere vita facile e imporsi su tutto il territorio nazionale. Ma non è così: tali realtà, e gli incentivi collegati, sono infatti in attesa di provvedimenti che potrebbero non vedere la luce. La testata Fasi.eu ha chiesto a Legambiente e Kyoto Club cosa rischiano le comunità energetiche con la crisi di Governo. 

“Come Kyoto Club abbiamo accolto con entusiasmo la modifica normativa che, sulla scorta della relativa direttiva europea, ha introdotto anche in Italia le comunità energetiche. E infatti abbiamo lanciato insieme a Legambiente e alla nostra Esco AzzeroCO2 una campagna informativa rivolta ai piccoli comuni che abbiamo chiamato BeComE – dai borghi alle Comunità energetiche”. 

Ma i segnali di rallentamenti non sono tardati ad arrivare. “Già prima della caduta del Governo eravamo molto preoccupati per i ritardi del Governo e dell’Arera. Lo avevamo denunciato a fine maggio in occasione del lancio della campagna e poi – proprio due giorni prima della caduta del Governo – insieme altre 100 associazioni di impresa e del terzo settore in un appello pubblicato dal quotidiano Avvenire”.

“In effetti la situazione è abbastanza preoccupante”, prosegue Ferrante. “L’Arera avrebbe dovuto emanare la sua delibera per armonizzare alle reti elettriche le comunità energetiche entro marzo, ma a marzo ha fatto una delibera in cui semplicemente si dava tempo sino a settembre. Ad oggi non è uscito niente e dobbiamo considerare che quella delibera dovrà andare comunque in consultazione pubblica. Il MiTE dal  canto suo avrebbe dovuto emanare entro maggio scorso il decreto con modalità e quantità dei nuovi incentivi che dovrebbe superare la fase sperimentale (avviata alla fine del 2020 e che ha permesso la costituzione di qualche decina di piccole comunità). Anche in questo caso a fine luglio non si è visto nulla e di conseguenza sono ben al di là da venire i bandi che sempre il MITE dovrebbe predisporre per fare le comunità energetiche nei Piccoli Comuni per i quali il PNRR ha previsto la non insignificante cifra di 2,2 miliardi di euro. Ma se i bandi non escono quei soldi rischiamo di perderli!”

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