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La domanda mondiale di petrolio e gli impatti sui produttori africani

Lo scontro tra russi e sauditi e il coronavirus hanno fatto crollare i prezzi del greggio, con conseguenti problemi finanziari soprattutto per Nigeria e Angola. Quali prospettive per l’Africa? Una riflessione del Direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, Gianni Silvestrini, uscita nel numero di maggio della rivista Nigrizia.

15 maggio 2020 Fonte: QualEnergia.it

Nei primi tre mesi dell’anno il petrolio ha perso più del 65%, con un cedimento del 54% nel solo mese di marzo, il mese peggiore di sempre.

E c’è chi sostiene che il prezzo in alcune situazioni possa diventare negativo per l’impossibilità di accumulare il greggio estratto in depositi e petroliere, come in effetti è accaduto ad aprile.

La tempesta perfetta si è creata dalla combinazione tra la battaglia russo-saudita che ha portato ad inondare i mercati di greggio, e la crisi del coronavirus che ha comportato una drastica riduzione della domanda di petrolio, con un taglio del 20% nel mese di marzo.

Quali conseguenze avrà questo shock nei Paesi africani, le cui esportazioni di greggio rappresentano una quota importante delle entrate?

Una riflessione strategica di Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia.

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