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Bivio post-pandemia: dal rilancio delle politiche pro-clima al rischio di rallentamento

L’emergenza coronavirus potrà portarci decise politiche di transizione ecologica, ma al tempo stesso al rischio di bruschi rallentamenti di questo processo. Anche sul fronte dei negoziati climatici si valutano nuove ipotesi su cui basare gli accordi.

15 aprile 2020 Fonte: QualEnergia.it

Le evoluzioni post Covid saranno influenzate da forze contrastanti. Da un lato si punterà sull’accelerazione della transizione ecologica delle economie, cogliendo lo shock della nostra fragilità come sprone per prepararsi ad affrontare un’altra emergenza globale, quella climatica.

In Europa, il lancio del Green Deal e la definizione di uno scenario di rapida decarbonizzazione (la neutralità climatica al 2050) rappresentano un’importante griglia di riferimento per molti settori.

Ma stanno già emergendo posizioni difensive che, proprio in ragione della emergenza in atto, puntano a consolidare interessi economici perdenti.

Analizzando le possibili dinamiche nei settori dei trasporti, dell’energia, delle industrie si evidenziano le notevoli potenzialità di un rilancio di soluzioni ambientalmente e socialmente sostenibili, ma anche il rischio di un forte rallentamento delle trasformazioni.

Quale strada sarà percorsa? La crisi porterà ad una accelerazione delle politiche climatiche o, al contrario, ad una loro frenata?

Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, in questo editoriale riflette e si domanda se l'emergenza sanitaria porterà ad una accelerazione delle politiche climatiche o, al contrario, ad una loro frenata.

Leggi l'editoriale su QualEnergia.it


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