Cambiamento climatico, scenari e soluzioni possibili

Il cambiamento climatico è in atto. La questione, dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento dei mari e delle temperature medie stagionali, è sotto gli occhi di tutti. La Rai intervista Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia.

11 novembre 2015 Fonte: Rai.it

<p>Il cambiamento climatico è in atto. La questione, dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento dei mari e delle temperature medie stagionali, è sotto gli occhi di tutti. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama lo ricorda al mondo intero nel video di lancio del suo Clean Power Plan. Il mese di Luglio 2015 poi, segnerà un record: è stato il mese più caldo dell’anno da quando l’uomo ha iniziato a registrare le temperature della terra. Cosa c’è da fare, e quanto tempo resta? Tra gli esperti, c’è chi lancia uno sguardo ottimista sul futuro. Gianni Silvestrini, ingegnere, autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, Presidente del Green Building Council Italia, Direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista QualEnergia spiega come vincere la sfida nel suo libro "2C (due gradi)". Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia.

Intervista a Gianni Silvestrini

Energy for life, cosi recita il claim di Expo. Si è parlato troppo poco di consumi energetici e delle sorti del pianeta nell’esposizione milanese?
La questione del cambiamento climatico e delle energie è un tema globale. Quest’anno, considerato tra gli esperti l’ anno fondamentale per le decisioni strategiche da adottare per mitigare il cambiamento climatico, Obama ha accelerato gli impegni dopo l’accordo con la Cina, il Papa ha lanciato l’ enciclica sull’ ambiente, ma in Expo il legame tra alimentazione, clima ed energia non è stato centrale. Adesso si guarda alla conferenza di Parigi a dicembre, dove non prenderanno impegni, come avvenuto a Kyoto, soltanto i rappresentanti del mondo industrializzato, ma anche quelli delle economie in via di transizione. L’Europa porterà l’ impegno di tagliare del 40 % le emissioni di CO al 2030. Ma gli occhi restano puntati sul cambiamento di rotta della Cina, che produce emissioni superiori a Stati Uniti ed Europa messi insieme.

Il suo ultimo libro dal titolo emblematico "2 C (due gradi)", richiama l’agenda politica al limite fissato dall’ IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change). E’ il limite che il riscaldamento globale non deve superare pena incontrollabili, se non irreversibili conseguenze: un aumento di due gradi della temperatura media del pianeta rispetto al 1750, l’inizio della rivoluzione industriale.

Nel libro sottolineo come dovremo adattarci comunque al fatto che il clima cambierà, ma solo a fronte di impegni incisivi eviteremo conseguenze irreversibili. Lo scioglimento dei ghiacciai dell’ Antartide causerà un innalzamento sempre maggiore dei mari. Il fenomeno può essere rallentato, non arrestato, ma con un taglio netto delle emissioni potremo evitare le catastrofi. A fronte delle politiche di adattamento, già avviate ad esempio negli Stati Uniti dall’EPA, l’ Environmental Protection Agency americana, con piani nazionali l’ Europa si è data solo nel 2013 una strategia contro le alluvioni. Interventi a cui si dovrebbero affiancare le nuove politiche di mitigazione del danno, dell’ efficienza energetica e delle nuove energie rinnovabili. Il libro registra un cambio di marcia importante: a livello globale da tre anni si installano più impianti idroelettrici, solari ed eolici che impianti a carbone e gas. In Cina si osserva un’ inversione di tendenza che fa ben sperare. A spingere verso il cambiamento, ci sono stati motivi di carattere sociale e sanitario per la popolazione, oltre alla green economy che ha cominciato ad espandersi nel mercato interno. Nell’ ultimo accordo con Obama, la Cina prevedeva il picco di emissioni di CO2 nel 2030, ma questo potrebbe arrivare prima tra il 2020 o 25, grazie anche all’ impressionante riduzione dei costi delle energie rinnovabili. Lo stesso potrebbero fare l’ India, insieme ad altre economie in corso di transizione.

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