Seconda tappa della campagna #perunsaltodiclasse

I risultati delle analisi termografiche di Legambiente e Kyoto Club mostrano inefficienze e dispersioni termiche negli edifici del quartiere Ponticelli.

7 febbraio 2024

Seconda tappa per  la nuova campagna di Legambiente e Kyoto Club #perunsaltodiclasse con un press tour organizzato dalle due Associazioni a Napoli, nel quartiere di Ponticelli, che ha visto i tecnici di Legambiente, insieme alle autorità locali, regionali, parlamentari, impegnati nelle analisi termografiche di diversi edifici residenziali – pubblici e privati – di epoche differenti, con l’obiettivo di “far toccare con mano” i principali problemi del settore edilizio come le dispersioni termiche che caratterizzano gli edifici e che portano ad un aggravio delle bollette energetiche oltre ad incidere in maniera importante sulle emissioni climalteranti.

Durante il press tour, sono state presentate una selezione di circa 20 termografie effettuate a fine gennaio in diverse giornate, tra il Rione Incis e Via Argine nel quartiere di Ponticelli di Napoli, riguardanti sia edifici privati che di edilizia popolare. La problematica più ricorrente nelle foto scattate è quella dei ponti termici: gli infissi dei balconi e delle finestre diventano il primo punto di dispersione di calore, che passa dall’interno dell’edificio, più caldo, verso l’esterno, più freddo. Parte delle termografie sono state realizzate in collaborazione con un gruppo di ragazzi e ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Marie Curie, che seguono con Legambiente Campania il progetto P.E.C.S.S. – Patti educativi per comunità sostenibili e solidali, percorso di educazione ambientale ed energetica che mira a contrastare le povertà educativa attraverso azioni di orientamento verso le scuole secondarie di secondo grado e verso i Green Jobs. I ragazzi sono stati coinvolti in prima persona nella presentazione delle termografie che hanno effettuato nella loro scuola.

Il Press Tour ha preso il via dall’ingresso dell’ITI Marie Curie in via Argine, Ponticelli. Si è scelto il quartiere Ponticelli perché le periferie delle grandi città sono il più delle volte luoghi dove i problemi di inefficienza energetica degli edifici sono più evidenti. Inoltre, il coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze in un’azione come quella di un press tour era perfetto per proseguire con il lavoro che Legambiente Campania porta avanti nella periferia est della città, dalla comunità energetica di San Giovanni ai percorsi di educazione energetica e ambientale negli istituti scolastici.

Siamo qui oggi nel quartiere Ponticelli di Napoli- ha dichiarato Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- per presentare risultati delle termografie sui principali edifici del quartiere ed evidenziare i casi tangibili di inefficienza energetica come le dispersioni di calore, che contribuiscono significativamente alle emissioni di gas serra. Infatti, solo il settore residenziale contribuisce al 24,2% delle emissioni di gas serra. L’efficienza energetica è quindi cruciale per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Infatti, un passaggio dalla classe G alla classe A si traduce in un risparmio di circa l’80% sui consumi energetici. Chiediamo alla classe politica di rispondere con impegno e adottare misure mirate a promuovere l’efficientamento energetico e sostenere la decarbonizzazione, al fine di garantire un futuro sostenibile per tutti, per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica.”

Le indagini termografiche rappresentano ad oggi la tecnica più sicura, non invasiva e affidabile per questo tipo di monitoraggi. Con l’utilizzo di una termocamera, infatti, vengono rilevate le variazioni di temperatura delle superfici degli oggetti, determinando ponti termici, inefficienze e dispersioni che rappresentano non solo un inutile spreco di energia termica, ma anche lo stato di non comfort abitativo, costringendo milioni di famiglie a spendere molto di più per riscaldare gli ambienti, portando i costi delle bollette a valori decisamente notevoli. Questo strumento, infatti, misura la radiazione infrarossa emessa dalle superfici inquadrate, che varia in base alla temperatura, e i risultati vengono presentati all’operatore come un’immagine di differenti colori, ciascuno dei quali rappresenta diverse temperature superficiali. E i risultati emersi da questo press tour non sono incoraggianti, perché evidenziano una significativa dispersione di calore in diverse strutture. Un fenomeno che contribuisce all’aumento dei consumi energetici e comporta un impatto negativo sull’ambiente: non a caso il patrimonio edilizio è uno dei principali settori responsabili delle emissioni climalteranti con la sua forte dipendenza dalle fonti fossili, con particolare riguardo al gas: oltre il 40% del gas fossile consumato nel nostro Paese, infatti, viene proprio dal settore edilizio.

Diverse le misure che potrebbero essere adottate a livello nazionale e locale per migliorare la situazione – ha dichiarato Katiuscia Eroe, Responsabile Energia Legambiente – a partire da una riforma degli incentivi del settore edilizio accessibili a tutti in base alle prestazioni e al reddito – solo nel 2022 si sono spesi oltre 17 miliardi di euro in sussidi ambientalmente dannosi tra la promozione di caldaie a gas e sconti di IVA che rendono il patrimonio edilizio vetusto e inefficiente – passando per l’isolamento termico negli edifici, incoraggiando l’installazione di materiali innovativi e sostenibili per ottenerlo, finestre ad alte prestazioni energetiche, fonti rinnovabili per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento e raffrescamento, comunità energetiche e configurazioni di autoconsumo collettivo.

Il settore residenziale è secondo solamente a quello dei trasporti in termini di consumi finali di energia. L’Italia, dopo le modifiche al Superbonus e l’affossamento della cessione del credito, necessita di politiche incisive e accessibili alle famiglie a medio e basso reddito. L’approvazione della EED e la discussione di quella sulle Case Green, che non sta andando nella direzione sperata, rappresenterebbero non la soluzione al problema, ma un punto di partenza nel percorso di decarbonizzazione del nostro patrimonio edilizio, ancora altamente climalterante.

 “L’Italia ha bisogno non solo di politiche lungimiranti e più ambiziose di quelle che oggi si stanno definendo a livello comunitario – ha dichiarato Sergio Andrei, direttore di Kyoto Club – ma anche di dare risposte concrete alla mancanza di politiche di riqualificazione del settore edilizio che aiuterebbero le famiglie a ridurre i costi energetici, le imprese ad innovarsi e a creare migliaia di posti di lavoro, dando nuovo slancio al sistema Paese. A partire dalla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento e dall’utilizzo di materiali nuovi e innovativi già pronti sul mercato.”

A livello nazionale gli obiettivi possono essere decisamente più ambiziosi: abbassare entro il 2030 i consumi degli edifici residenziali, riducendo al tempo stesso il loro impatto emissivo, e uscire definitivamente dalla dipendenza dal gas nel 2035. Nello studio “La decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento” condotto da Elemens per Legambiente e Kyoto Club, nel modello “Gas reduction 2030”, si va oltre gli obiettivi proposti dalla direttiva EED che stima per l’Italia una diminuzione di appena 6,1 miliardi di smc di gas fossile per il riscaldamento domestico rispetto ai consumi 2020, con una riduzione pari al solo 37% in meno. È importante che l’Italia riveda al rialzo gli obiettivi minimi di risparmio fissati dalla direttiva europea entrata in vigore a settembre 2023 per raggiungerealmeno il 2% di riduzione annuo dei consumi nel 2024-2025 (+ 0,7% rispetto al limite europeo pari a 1,3%); il 3% nel 2026-2027 (il doppio di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari ad 1,5%) ed il 4,5% nel 2028-2030 (+ 2,6 rispetto di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari a 1,9%);  occorre mettere in campo una serie di interventi strutturali non più rimandabili, eliminando incentivi e sussidi alle tecnologie a fonti fossili, migliorando gli strumenti di monitoraggio, modificando l’attuale sistema di detrazioni con l’introduzione di un sistema premiante proporzionale ai risultati ottenuti, e reintroducendo la cessione del credito per tutti gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche. Inoltre, a partire dal 2025, è necessario vietare l’installazione di tecnologie che impiegano fonti fossili e introducendo un Fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito per la copertura dei costi non sostenuti dal sistema incentivante. 

Per un salto di classe è la nuova campagna di advocacy di Legambiente e Kyoto Club che nasce per sensibilizzare Amministratori politici nazionali, regionali e locali, cittadine e cittadini ma anche progettisti e condomini sull’importanza per il nostro Paese di avere una seria e lungimirante politica di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, a partire dalla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento e dalla riduzione delle emissioni di carbonio incorporato che caratterizza la filiera delle costruzioni e delle riqualificazioni edilizie.


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