Clima: Un piano in cinque mosse per Copenhagen

Il ruolo dell’Italia negli accordi internazionali e le azioni da intraprendere sul piano nazionale. Il position paper di Kyoto Club e Fondazione Sviluppo Sostenibile presentato oggi in una conferenza stampa alla vigilia della conferenza sul clima nella capitale danese. Comunicato e documentazione.

3 dicembre 2009 Fonte: Kyoto Club

<p><b>Cinque proposte da portare a Copenhagen</b> per far svolgere all’Italia un ruolo da protagonista al vertice Onu sui cambiamenti climatici e arrivare al varo di un nuovo trattato sul clima.</p><p>La <b>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</b> e il <b>Kyoto Club</b> le hanno presentate oggi a Roma in occasione di una Conferenza Stampa alla presenza di politici, rappresentanti dell’industria, dei sindacati, delle autonomie locali e delle associazioni.</p><p>Le proposte prevedono l’assenza di ulteriori rinvii e la definizione di un <b>Trattato legalmente vincolante</b>; una riduzione delle emissioni di gas serra <b>del 30% entro il 2020 rispetto al 1990</b> per i paesi più industrializzati; impegni di riduzione minori anche da parte dei paesi di nuova industrializzazione, in particolare della Cina; meccanismi di cooperazione internazionale per le misure di adattamento, per il trasferimento tecnologico e il sostegno dei Paesi in via di sviluppo; efficaci sistemi di controlli e sanzioni.</p><p>"Per mantenere l’aumento della temperatura entro i due gradi – ha osservato il Presidente della Fondazione, <b>Edo Ronchi</b> – non si dovrebbero emettere in atmosfera dal 2000 al 2050 più di 1.000 Gton di CO2, ne abbiamo già emesse 313 e ce ne restano 687. Per rispettare questo ‘budget’, la ripartizione della riduzione delle emissioni al 2020 dovrebbe essere questa: -30% di CO2 per i paesi industrializzati; -25% per la Russia, -2% per la Cina, mentre l’India potrebbe aumentarle del 60%. Si tratta di una grande sfida ed è quindi necessario un nuovo trattato che coinvolga tutta la comunità internazionale".</p><p><b>L’Italia</b> da parte sua, complici la crisi economica e le politiche per il risparmio energetico e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ha visto, dal 2005, le emissioni di gas serra in costante diminuzione ed è quindi vicina a centrare l’obiettivo di Kyoto.</p><p>Ma per essere pronta ad attuare il nuovo trattato e per svolgere un ruolo di traino nella trattativa sul clima, deve compiere <b>un cambio di passo in otto azioni</b>. In particolare dovrà definire con le Regioni un programma di sviluppo delle rinnovabili per realizzare <b>l’obiettivo del 17% del consumo finale lordo</b>; aggiornare gli incentivi; rimuovere gli ostacoli burocratici e tecnici per la diffusione delle rinnovabili; intervenire per l’efficienza energetica negli usi finali a cominciare dagli edifici pubblici; definire nuovi standard di efficienza energetica; rilanciare il programma ‘Industria 2015’ per lo sviluppo delle imprese energetiche verdi e per i prodotti a basso impatto; definire un piano per la mobilità sostenibile; promuovere i consumi sostenibili e gli acquisti pubblici verdi.</p><p>"Il mondo politico e industriale italiano ha capito in ritardo la portata della rivoluzione industriale legata al cambiamento del clima e dovrà ora recuperare il ritardo", ha detto <b>Gianni Silvestrini</b>, direttore scientifico del Kyoto Club. Ed ha aggiunto che "esiste ancora una finestra di 5-7 anni per ritrovare un ruolo di punta nelle tecnologie delle rinnovabili e dell’efficienza energetica; occorre recuperare la visione del cambiamento in atto per garantire la forza propulsiva necessaria".</p><p><br /><b>DOCUMENTAZIONE CONFERENZA STAMPA<br /></b> (pdf)</p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_PositionPaper.pdf"><b>Un nuovo trattato sul clima: un ruolo attivo per l’Italia</b></a><br /><i>Position paper Kyoto Club e Fondazione Sviluppo Sostenibile</i></p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_ComunicatoStampa.pdf"><b>Comunicato stampa</b></a></p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_Ronchi.pdf"><b>Presentazione Edo Ronchi</b></a><br /><i>Presidente Fondazione Sviluppo Sostenibile</i></p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_Bastioli.pdf"><b>Presentazione Catia Bastioli</b></a><br /><i>Presidente Kyoto Club</i></p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_Silvestrini-Limes.pdf"><b>Il dopo Kyoto. Ora o mai più</b></a> di Gianni Silvestrini (direttore scientifico del Kyoto Club), articolo pubblicato sull’ultimo numero di <i>Limes</i></p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_Silvestrini-editoriale.pdf"><b>Cina, Stati Uniti. In movimento per il clima</b></a> di Gianni Silvestrini, articolo pubblicato su <i>QualEnergia</i> (portale web e bimestrale n.5/2009)</p><p><a href="docs/roma041209_conferenzaKC_Ferrante.pdf"><b>Copenhagen non è fallita</b></a> di Francesco Ferrante (vicepresidente Kyoto Club), articolo pubblicato su <i>Europa</i> (25 novembre 2009)</p><p></p><p><br /></p>

Programma conferenza stampa (pdf)


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