Contro il paventato blocco delle fonti rinnovabili in Sicilia

Comunicato congiunto di ANEV, UIL, Legambiente, Greenpeace, Kyoto Club, Aper e Ises Italia per chiedere attenzione alla Regione Siciliana in merito al pericolo del blocco delle autorizzazioni.

2 dicembre 2008

Le Associazioni firmatarie con forza pongono alla Regione Siciliana la questione relativa alla gravità derivante da un eventuale blocco delle autorizzazioni per l’installazione di impianti da Fonti Rinnovabili.

I contesti nazionali ed internazionali in cui ci muoviamo escludono infatti la possibilità di aggiungere ritardi alle gravi inadempienze accumulate dall’Amministrazione centrale e dal mancato sviluppo di normative di semplificazione anche da parte degli Enti locali.

Le Regioni, che a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione hanno acquisito potestà legislativa concorrente in materia di energia, dovrebbero provvedere a definire normative specifiche volte a consentire un corretto inserimento degli impianti individuando le aree da escludere, senza introdurre moratorie o altri atti di blocco indiscriminato delle iniziative.||Tali interventi di blocco delle iniziative imprenditoriali in corso, che in altri casi già nel passato si sono rilevate illegittime e annullate dai competenti Organi, sono tanto più esecrabili in quanto limitano lo sviluppo industriale ed occupazionale nel nostro territorio che tanto invece ne avrebbe bisogno.

Si segnala peraltro che il mancato rispetto delle garanzie nel confidare nell’affidamento in norme certe da parte degli investitori rischia di limitare ulteriormente la volontà degli investitori nel realizzare opere e imprese nel nostro Paese.

Il comparto delle Rinnovabili ha un potenziale occupazionale elevatissimo, come dimostra il recentissimo studio UIL sull’occupazione nel settore eolico, e azioni come quella paventata rischiano di bloccare uno dei pochi settori che ancora è in crescita e
genera ricchezza e lavoro.||Per quante motivazione le scriventi Associazioni segnalano con forza che ogni azione eventualmente volta a bloccare indiscriminatamente lo sviluppo degli impianti rinnovabili prima ancora che essere illegittimo è da ritenersi non conforme a tutte le politiche ambientali che l’Italia e la Regione Siciliana hanno sottoscritto, sostengono e facilitano con azioni dirette a garantirne il buon esito.

Certi di una Vostra accoglienza delle istanze qui presentate, al fine di superare l’attuale situazione che rischia di mettere in ginocchio aziende che lavorano in Sicilia oltre che nel resto d’Italia, compromettendo sviluppo, occupazione, imprenditoria e tutela dell’ambiente.

Comunicato congiunto (pdf)


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