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Cinque sindaci e un’idea. Non rifiutabile

Sito web: contarina.it

Ancora oggi c’è chi parla di nuovi inceneritori e nuove discariche per smaltire i rifiuti che invadono le città. Ma esiste Contarina: la soluzione ideata più di trent’anni fa da cinque sindaci che può ridare vita all’88 per cento dei rifiuti fatturando 86 milioni di euro l’anno. È il 1987. Reagan e Gorbaciov stanno discutendo del disarmo nucleare. Contemporaneamente, nel Trevigiano, cinque sindaci discutono su come disinnescare un’altra bomba: per Giuseppe Fava, Mario Pavan, Maurizio Cavallin, Renato Mattiuzzo e Gianni Montese l’immondizia è un grave pericolo per i loro Comuni. Come rimediare? Istituendo la raccolta porta a porta, ma nel frattempo si progetta un’intera filiera di gestione e smaltimento dei rifiuti che si chiuda con il reinserimento nel ciclo produttivo dei materiali riutilizzabili.

Due anni dopo – passando per il consorzio Priula e insieme a un investitore privato poi uscito dalla compagine – fondano Contarina. È un progetto grandioso, ma perché funzioni va coinvolta la popolazione. Ci si riesce rendendo la tassa sui rifiuti equa, usando un microchip che, inserito nei secchi di raccolta, permette di conoscere quantità e qualità dei rifiuti prodotti da ogni cittadino, e di premiarlo se è “bravo”. Così, quando in altre parti d’Italia esplode una catastrofica emergenza rifiuti, in provincia di Treviso di questi problemi si sente a malapena l’eco.

Oggi, con 800 addetti e 50 centri di gestione dei materiali (addirittura uno per il riciclo dei prodotti assorbenti come i pannolini per neonati), Contarina serve 40 comuni e oltre mezzo milione di cittadini, avendo quasi dimezzato la tassa sui rifiuti. Quei cinque sindaci sono i #GreenHeroes che senza inceneritori e nuove discariche hanno, secondo il Commissario europeo per l’Ambiente Karmenu Vella, creato una delle più brillanti storie di economia verde.

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