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Cooperativa Sociale Terrafelix (capitolo 2)

La cooperativa Terrafelix non deve andare in fumo

Sito web: www.terrafelix.it

Riprendiamo a parlare dei nostri “eroi verdi”. Stavolta, però, dobbiamo raccontare una vicenda non bella, capitata agli amici della cooperativa anti camorra Terrafelix. Tre anni fa abbiamo raccontato la loro storia, una coop creata da un gruppo di ragazzi di Succivo, in provincia di Caserta, che coinvolgendo la popolazione ha fatto risorgere il Casale di Teverolaccio. Nel corso degli anni la cooperativa è cresciuta, ha avviato tante iniziative sociali, percorsi didattici e preso in gestione due terreni (uno da cinque e l’altro da sette ettari) confiscati al clan Schiavone. L’obiettivo? Rigenerare il suolo attraverso la coltivazione del cardo, una pianta in grado di disinquinare il terreno. Non solo: l’olio prodotto dal seme di cardo è perfetto per la creazione di bioplastiche e per produrre acido pelargonico, un diserbante naturale. E i residui essiccati delle piante, trasformati in cubetti, possono essere la base naturale per la coltivazione dei funghi: i #GreenHeroes di Terrafelix hanno costruito una fungaia che produce ogni mese una tonnellata di funghi. Purtroppo, questa estate la cooperativa è stata duramente colpita da alcuni “inspiegabili” incendi. Il 25 luglio è andata a fuoco l’auto di Rosario Russo, una delle undici persone che lavorano nella cooperativa. A Ferragosto, invece, il campo di sette ettari gestito da Terrafelix è andato in fumo, unico terreno colpito della zona. Incidenti molto sospetti, che non fermano la voglia dei ragazzi di Terrafelix di andare avanti per far tornare questa terra produttiva. Noi li possiamo aiutare acquistando funghi e gli altri prodotti in vendita sul loro store digitale, e sensibilizzando l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni: devono proteggere chi, senza troppe chiacchiere, cura una terra che ha molto sofferto.

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