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Nuovo report UE: persistono gravi lacune nella sicurezza stradale in Europa

22 December 2025

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La Commissione europea ha pubblicato i risultati del progetto Trendline (2022–2025), che analizza gli indicatori chiave di prestazione (Key Performance Indicators, KPI) alla base della strategia europea per la sicurezza stradale 2021-2030. Il quadro che emerge evidenzia forti disuguaglianze tra gli Stati membri e criticità ancora diffuse nel rispetto delle principali misure di prevenzione.

Particolarmente preoccupante è il tema della velocità in ambito urbano: in molti Paesi europei il rispetto dei limiti scende sotto il 50% sulle strade cittadine, proprio dove la presenza di pedoni e ciclisti rende più elevato il rischio di incidenti gravi e mortali.

L’uso delle cinture di sicurezza anteriori risulta generalmente elevato, con valori spesso superiori al 95% sulle autostrade. Al contrario, l’uso delle cinture sui sedili posteriori resta insufficiente: in alcuni Stati membri meno di una persona su due le utilizza regolarmente. Anche i sistemi di ritenuta per bambini risultano spesso installati o utilizzati in modo non corretto, riducendone l’efficacia protettiva.

Il report segnala risultati positivi per l’uso del casco da moto, ormai prossimo alla totalità nella maggior parte dei Paesi, sebbene permangano criticità legate al corretto allacciamento. Molto disomogenea invece la situazione per il casco in bicicletta, con differenze marcate tra Nord e Sud Europa.

Per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza, i dati mostrano un’elevata conformità ai limiti di legge (circa 98%), ma anche il restante 2% equivale a circa cinque milioni di conducenti che circolano sulle strade europee in condizioni di rischio. Sul fronte dei soccorsi, i servizi di emergenza raggiungono quasi tutti gli incidenti con feriti entro 26 minuti dalla chiamata.

Nel 2024 nell’Unione europea 19.940 persone hanno perso la vita in incidenti stradali. Il report Trendline conferma la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione per centrare l’obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime entro il 2030, passo intermedio verso la Vision Zero al 2050.


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