Torino, l’appello dell’Università: «Una città sicura per i bambini è più sicura per tutti»

28 settembre 2026

Ripensare radicalmente lo spazio pubblico partendo dalla possibilità per bambini e bambine di muoversi autonomamente e in sicurezza a piedi e in bicicletta. È la richiesta rivolta al sindaco di Torino Stefano Lo Russo da un ampio gruppo di esponenti dell’Università di Torino dopo la morte di Nicolò, il bambino di sette anni investito mentre si recava a scuola in bicicletta.

La lettera aperta è promossa da Maria Cristina Caimotto, coordinatrice del sottogruppo Mobilità Attiva e Ciclabilità della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS), insieme a Laura Corazza, Silvana Dalmazzone e Anna Mastromarino. Tra i firmatari figura la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, insieme a numerosi direttori di dipartimento, docenti, ricercatori e personale dell’Ateneo.

«La sua morte ci mette di fronte alla necessità di ripensare radicalmente la scala di priorità con cui è gestito lo spazio pubblico», affermano i firmatari.

Come riferimento viene indicato il modello dei Paesi Bassi, dove l’autonomia negli spostamenti dei bambini viene considerata un indicatore della qualità della vita urbana: se una città consente a un bambino di otto anni di muoversi da solo in sicurezza a piedi o in bicicletta, può essere considerata più sicura anche per il resto della popolazione.

A Torino, osservano invece i promotori, molti genitori vorrebbero utilizzare la bicicletta per accompagnare i figli a scuola o permettere loro di spostarsi autonomamente, ma la percezione del rischio rappresenta un forte ostacolo.

Da qui la richiesta di non limitarsi a interventi puntuali. Secondo i firmatari serve «un modello completamente diverso» e un cambiamento sistemico che consideri la possibilità di muoversi autonomamente e senza paura come un diritto fondamentale.

La trasformazione dello spazio pubblico e il cambiamento culturale devono procedere insieme. L’Università si dichiara disponibile a mettere le proprie competenze a disposizione dell’amministrazione comunale, chiedendo che la morte di Nicolò rappresenti un punto di svolta verso una Torino nella quale sicurezza stradale, mobilità attiva e autonomia delle persone diventino priorità delle politiche urbane.


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