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15 settembre 2020

Le imprese globali chiedono un taglio delle emissioni più drastico al 2030

I CEO di oltre 150 aziende globali, in una lettera aperta coordinata da CLG Europe, hanno esortato i leader europei ad aumentare il target per la riduzione delle emissioni climalteranti di "almeno il 55%". Tra i firmatari c'è anche Kyoto Club.

"Cari Capi di Stato e di Governo, Commissari Europei In qualità di leader aziendali e investitori in tutta Europa, siamo determinati a lavorare con voi per affrontare gli impatti sulla salute e sull'economia della pandemia del Covid-19, definendo al contempo il quadro per una ripresa più resiliente e rigenerativa ai cambiamenti climatici che possa farci ripartire al meglio".

In una lettera aperta coordinata da CLG Europe, gli amministratori delegati delle principali aziende europee, investitori e reti di imprese esortano i capi di Stato dell'UE e la Commissione europea a sostenere un obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 chiedendo un'ambiziosa attuazione del pacchetto dell'UE per la ripresa che agevoli il percorso verso la transizione verde e digitale. Aumentando l'obiettivo dell'UE per il 2030 e offrendo una ripresa più resiliente al clima e rigenerativa in risposta agli impatti della pandemia Covid-19, l'UE può dimostrare la leadership internazionale sul clima in vista della COP26 del novembre 2021.

La lettera dimostra che l'aumento dei target per il taglio delle emissioni a livello europeo è sostenuto da diversi segmenti economici e imprenditoriali: il documento è stato infatti firmato da aziende di settori quali manifatturiero, industria pesante, finanza, beni di consumo, tessile, produzione di energia e tecnologia. 

La lettera afferma: "Quello che dobbiamo vedere con urgenza è un'ambiziosa implementazione del pacchetto di ripresa incentrata sul raggiungimento di una transizione verde e digitale, con il Green Deal europeo al centro e un obiettivo elevato di riduzione delle emissioni a breve termine nel mirino". “Le decisioni giuste ora possono aiutare a creare e proteggere comunità sane, fiorenti ed eque e garantire una tabella di marcia per un'economia prospera. Realizzare l'ambizione a lungo termine dell'Europa di diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 richiede un'ampia serie di misure urgenti per intensificare l'azione. Dal punto di vista delle imprese e degli investitori, è essenziale la chiarezza sul percorso e sui calendari della transizione zero netto per ciascun settore, nonché una politica che consenta investimenti sostanziali in soluzioni a emissioni zero.

I firmatari invitano poi i destinatari del documento "a evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico e a garantire una ripresa economica sostenibile e competitiva".

"Comprendiamo i rischi posti dal cambiamento climatico e dalla perdita di biodiversità per le nostre imprese e stiamo già lavorando per sbloccare il cambiamento in settori economici chiave. Investitori, banche e assicuratori stanno lavorando per trasferire i portafogli a zero emissioni nette. Più di 900 aziende stanno intraprendendo azioni per il clima basate sulla scienza e più di 400 hanno approvato obiettivi basati sulla scienza. Stiamo investendo molto in energia pulita, efficienza energetica ed elettrificazione, riducendo le emissioni attraverso le catene del valore e il ciclo di vita dei nostri prodotti e sviluppando pratiche migliori nella bioeconomia" conclude infine la lettera.

Il monito arriva proprio alla vigilia di mercoledì 16 settembre, giorno in cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, terrà un discorso in cui rivelerà l'obiettivo aggiornato di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030 nel suo discorso sullo stato dell'Unione al Parlamento europeo.

Scarica la lettera (pdf)

Scarica l'allegato (pdf)

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