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11 novembre 2020

Fotovoltaico e agricoltura, matrimonio possibile

Il Coordinamento FREE, in collaborazione con Confagricoltura, CIA e Italia Solare, presenta il proprio position paper "Nuovo fotovoltaico in ambito agricolo. Una scelta green per il Paese e per il Clima" e intanto nei Ministeri si lavora "per una normativa omogenea", che superi i divieti di alcune Regioni.

Al ministero dello Sviluppo Economico si sta lavorando sul problema delle Regioni che pongono limiti al fotovoltaico su suoli agricoli.

Lo ha reso noto il sottosegretario al Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali Giuseppe L’Abbate, intervenuto al convegno “Fonti rinnovabili e imprese agricole: un matrimonio possibile” organizzato dal Coordinamento Free e tenutosi on line lo scorso 5 novembre, nell’ambito di Key Energy 2020.

“È necessaria un’armonizzazione della normativa a livello nazionale perché non è possibile che un’impresa si trovi di fronte a legislazioni diverse sulla stessa questione su base regionale. È un fatto che deve essere superato”, ha spiegato il sottosegretario.

Durante l’incontro il Coordinamento ha presentato un position paper (vedi pdf allegato in basso) su fotovoltaico e agricoltura preparato assieme a diverse associazioni del mondo dell’agricoltura e di quello delle rinnovabili.

“Il fotovoltaico – ha premesso G.B Zorzoli, presidente del Coordinamento Free, aprendo il convegno – in Italia è una delle rinnovabili indispensabili e l’obiettivo al 2030 fissato dal Pniec per questa fonte, e ancor più quello più sfidante che sarà richiesto dal nuovo target di riduzione delle emissioni climalteranti, impongono di affrontare la questione di uno sviluppo del fotovoltaico in agricoltura con un approccio oggettivo, facendo tesoro delle esperienze di questi anni, ma anche tenendo conto delle nuove soluzioni disponibili, senza pregiudizi e preclusioni e senza generalizzazioni”.

Il position paper e stato poi illustrato da Marino Berton di Aiel (associazione aderente a Free): “il futuro sviluppo del fotovoltaico nel contesto agricolo, dovrà essere declinato puntando sul pieno coinvolgimento degli imprenditori agricoli, i quali dovranno svolgere un ruolo da protagonisti, integrando sempre più la produzione di prodotti di qualità con la generazione di energia rinnovabile. È arrivato il momento di definire con chiarezza le regole del ‘si può fare a condizione che’” e superare così facili divieti da cui nessuno trarrebbe vantaggio”.

“L’ulteriore sviluppo del fotovoltaico in agricoltura può rappresentare un elemento di crescita, sia economica che ambientale, molto importante per il settore agricolo, per l’industria, per i territori e le comunità locali, laddove opportunamente inserito in progetti economici, agro-energetici. Occorre inoltre tener conto della difficoltà di alcune filiere agricole, che più di altre, hanno necessità di integrare i propri redditi anche attraverso attività di diversificazione come la produzione di energia, integrazione in alcuni casi indispensabile per prevenire l’abbandono delle aree rurali. Un nuovo sviluppo del fotovoltaico in agricoltura, con l’integrazione di reddito che ne deriva, potrà quindi essere lo strumento con cui le aziende agricole potranno mantenere o migliorare la produttività e la sostenibilità delle produzioni e la gestione del suolo, riportando, ove ne ricorrano le condizioni, ad attività agro pastorale anche terreni marginali”, ha aggiunto Berton.

Continua a leggere l'approfondimento su QualEnergia.it

Position paper - FREE (pdf).

 

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