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17 giugno 2020

I sussidi ambientalmente dannosi e alcune proposte per la loro elimininazione

L'ultimo report della campagna Sbilanciamoci! conduce, attraverso dati e statistiche, un'analisi sui sussidi ambientalmente dannosi (SAD) - che in Italia ammontano a 19,8 miliardi di euro. Nello studio si avanzano poi alcune proposte per la loro eliminazione entro il 2025. Ai lavori ha preso parte anche Kyoto Club.

Dopo il diffondersi della pandemia di Covid-19, il tema della transizione ecologica è divenuto ancor più centrale, vista la necessità di ricostruzione del sistema produttivo del nostro Paese nei prossimi anni. In particolare, assume molta rilevanza la questione della rimozione dei sussidi ambientalmente dannosi, un banco di prova importante per la credibilità del governo sulle questioni ambientali.

A tal proposito campagna Sbilanciamoci! ha redatto un Rapporto incentrato sul tema dei SAD. L’obiettivo di questo Rapporto è duplice: da un lato si vuole fornire una piccola guida ai SAD, sintetizzando le informazioni presenti nel Catalogo sui sussidi 2018 redatto dal Ministero dell'Ambiente. Dall’altro si vuole proporre una strategia di revisione dei sussidi dannosi che fissi il loro phase-out entro il 2025, come previsto dalla dichiarazione del G7 di Ise-Shima. La strategia, scrivono i ricercatori, dovrebbe essere basata su pochi principi, volti a individuare un piano coerente di azione.

Lo studio definisce un metodo di lavoro basato su una concertazione con gli operatori economici dei diversi settori al fine di rimuovere i sussidi dannosi all’ambiente: l’idea è quella di pianificare interventi compensativi sulle categorie coinvolte in grado di favorire la transizione ecologica dell’economia e ridurre l’impatto sulle famiglie più vulnerabili.

Il Rapporto è stato redatto da Sbilanciamoci! con il contributo del Gruppo Misto del Senato, e si è avvalso del confronto con le principali associazioni ambientaliste italiane e alcune importanti Atenei (Transport&Environment, Kyoto Club, WWF, Università degli Studi di Ferrara, Scuola Normale Superiore, Legambiente) e del Ministero dell’Ambiente.

A quanto ammontano i sussidi ambientalmente dannosi?  Il Catalogo del Ministero dell’Ambiente ha rendicontato per il 2018 19,8 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi, per il 90% sussidi alle fonti fossili. Essi si rivolgono alle imprese (per 3,8 miliardi) e alle famiglie (2,8); quote consistenti vanno al settore dei trasporti (circa 4 miliardi), a quello energetico (2,1 miliardi) e al settore agricolo (1,7). 5,1 miliardi scaturiscono dal differente trattamento fiscale del gasolio rispetto alla benzina. Si tratta spesso di sussidi introdotti sulla base di obiettivi sociali condivisibili (come ad esempio i sussidi alle famiglie per il riscaldamento domestico) o nati per sostenere la competitività delle imprese (riducendo i costi dell’approvvigionamento energetico), in fasi storiche in cui l’attenzione sulle tematiche ambientali era minore.

Le proposte di Sbilanciamoci! "Una riforma dei SAD non dovrebbe essere motivata unicamente dalla necessità di tagliare una spesa pubblica dannosa" scrivono nel rapporto i ricercatori della campagna. Secondo lo studio, una revisione dei SAD dovrebbe invece rappresentare l’occasione per rafforzare il trasporto pubblico, ridurre la povertà energetica, favorire il percorso di conversione del sistema produttivo verso un modello di sviluppo sostenibile. Invece di imporre tagli lineari, ingestibili politicamente e spesso sbagliati, è necessario, prima di tutto, provare a trasformare i SAD in SAF, sussidi ambientalmente favorevoli: bisogna convincere le imprese a non ritardare misure che diventeranno nel tempo necessarie, trovando soluzioni il più possibile condivise che rafforzino la competitività del sistema produttivo e allontanando il rischio concreto di bruschi passi indietro nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale.

La Campagna Sbilanciamoci! riunisce dal 1999 49 organizzazioni e reti della società civile italiana impegnate sui temi della spesa pubblica e delle alternative di politica economica, con un’attenzione particolare alle questioni del lavoro, fisco, pace e disarmo, ambiente, scuola, università e ricerca, inclusione e accoglienza dei migranti, finanza etica, cooperazione internazionale, commercio equo, economia sociale e solidale.

Fanno parte della Campagna: ActionAid, ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, AGICES – Assemblea Generale Italiana Commercio Equo e Solidale, Altreconomia, Antigone, ARCI, ARCI Servizio Civile, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, CIPSI – Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale, Cittadinanzattiva, CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua, Comunità di Capodarco, Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia, Ctm Altromercato, Crocevia, Donne in Nero, Emergency, Emmaus Italia, Fairwatch, Federazione degli Studenti, FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Fondazione Finanza Etica, Gli Asini, Legambiente, LINK Coordinamento Universitario
LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, Lunaria, Mani Tese, Medicina Democratica, Movimento Consumatori, Nigrizia, Oltre la Crescita, Pax Christi, Reorient Onlus, Rete Universitaria Nazionale, Rete degli Studenti, Rete della Conoscenza, Terres des Hommes, UISP – Unione Italiana Sport per Tutti, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Un ponte per…, WWF Italia.

Leggi il rapporto completo sul sito di Sbilanciamoci!

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