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17 gennaio 2020 (La Stampa.it)

Iterchimica, complimenti #GreenHeroes!

Un’altra puntata alla scoperta degli “eroi verdi” premiati dall’attore Alessandro Gassmann. I protagonisti di una nuova economia che rifiuta lo spreco, che è amica dell’ambiente, e che produce innovazione, reddito e posti di lavoro.

In una squadra vincente e coesa, si sa, è necessario che ognuno ricopra un suo specifico ruolo. Quando la squadra è anche una famiglia che gestisce un’azienda, l’intuizione di uno diviene lavoro per tutti. I componenti di Iterchimica hanno sempre lavorato così, e non c’è da stupirsi, dunque, se in un mercato di nicchia come quello degli additivi per gli asfalti oggi possono vantare un fatturato di oltre 19 milioni di euro, e produrre soluzioni che garantiscono il riuso dell’asfalto dismesso, il riciclo di plastiche dure e una durata più che raddoppiata dei manti stradali. 

Negli anni sessanta Gabriele Giannattasio assiste alla rapida crescita economica dell’Italia, grazie anche alla massiccia realizzazione di infrastrutture. Le autostrade iniziano a collegare tra loro le grandi città e l'asfalto  - composto esclusivamente di bitume e materiale inerte - predomina incontrastato nella pavimentazione delle strade italiane. Gabriele intuisce che quella composizione non può, a lungo, garantire una resa ottimale. E così, nel 1967, costruisce un piccolo laboratorio chimico dove poter creare degli additivi che rendano i manti stradali  più duraturi. 

La sua idea si rivela presto quella giusta. Iterchimica entra nel mercato nascente delle soluzioni chimiche e, negli anni, produce soluzioni innovative per asfalti stesi in luoghi desertici o perennemente ghiacciati, iperdrenanti, in grado di attutire il rumore e di assorbire lo smog. 

I figli di Gabriele - Federica, Mariella e Alessandro - entrano tutti nell’azienda e il capostipite li ascolta con interesse, perché i giovani hanno sempre da regalare prospettive interessanti sul mondo, e perché in una famiglia ogni membro deve contribuire al raggiungimento degli obiettivi con il proprio entusiasmo e le proprie intuizioni. A casa Giannattasio uno scarto equivale a uno spreco e i ragazzi, insieme al papà, partendo da questo assioma familiare, capiscono che l’asfalto fresato dalle vecchie strade debba assolutamente poter essere riusato in toto. Approntano una soluzione chimica ad hoc per questo. Ma evidentemente non è abbastanza, perché nel 2014 sapendo dell’impossibilità di riciclare la plastica dura, decidono di trovare un modo per utilizzare quel rifiuto come materiale inerte nella produzione di asfalti.

Dopo tre anni di studio - insieme a Directa Plus, l’Università di Milano Bicocca e Gi.Eco - Iterchimica brevetta un additivo a base di grafene in grado di sfruttare i rifiuti destinati all’inceneritore (come la plastica non riciclabile) e rendere più duraturi i manti stradali. Nel 2017, nasce GIPAVE, che garantisce la rigenerazione dell’asfalto del 100%, il riuso di plastica che altrimenti finirebbe negli inceneritori, e un aumento della vita del manto stradale del 250%. Per le amministrazioni un doppio abbattimento dei costi: nella gestione dei rifiuti e nella manutenzione delle strade. 

Oggi, dopo due anni sperimentazioni in tutto il mondo, GIPAVE unisce il mercato delle costruzioni stradali e quello del riciclo dei materiali plastici e dimostra, ancora una volta, che un rifiuto è una risorsa se si impara a gestirlo correttamente. A Gabriele, Federica, Mariella e Alessandro, i #GreenHeroes di oggi, auguriamo di restare una famiglia unita in grado di trovare altre soluzioni per rendere il nostro viaggiare, un cammino verso il futuro.

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