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11 febbraio 2020

Energia, emissioni globali di gas serra stabili nel 2019 dopo due anni di crescita

La crescita economica nelle economie avanzate è stata in media dell'1,7% nel 2019, ma le emissioni totali di CO2 legate all'energia sono diminuite del 3,2%. Lo sostiene l'ultimo report dell'International Energy Agency (IEA).

Secondo i dati dei Global emissions trends recentemente diffusi dall’International energy agency (Iea), nel 2019, nonostante la crescita economica, le emissioni globali di anidride carbonica legate all’energia hanno smesso di crescere e sono rimaste stabil a circa 33 gigatonnellate (Gt), dopo due anni di aumenti e nonostante una crescita economica globale del 2.9%. Secondo il report, il calo delle emissioni di CO2 del settore energetico nelle economie avanzate, è dovuto "all'espansione del ruolo delle fonti rinnovabili (principalmente eolico e solare fotovoltaico), al passaggio del combustibile dal carbone al gas naturale e alla maggiore produzione di energia nucleare".

L'andamento delle emissioni per il 2019 suggerisce che sono in corso transizioni di energia pulita, guidate dal settore energetico. Le emissioni del settore energetico globale sono diminuite di circa 170 Mt, pari all'1,2%, con le maggiori cadute che si verificano nelle economie avanzate dove le emissioni di CO2 sono ora a livelli non visti dalla fine degli anni '80 (quando la domanda di elettricità era inferiore di un terzo). La crescita economica nelle economie avanzate è stata in media dell'1,7% nel 2019, ma le emissioni totali di anidride carbonica legate al settore dell'energia sono diminuite del 3,2%. Il settore dell'energia elettrica ha guidato il declino e ora rappresenta il 36% delle emissioni legate all'energia nelle economie avanzate, in calo da un massimo del 42% nel 2012.

La crescita delle energie rinnovabili nella generazione di elettricità nelle economie avanzate ha prodotto 130 Mt di risparmi di emissioni di CO2 nel 2019. L'eolico ha rappresentato la quota maggiore dell'aumento, con una produzione in crescita del 12% rispetto ai livelli del 2018. Il solare fotovoltaico ha visto la crescita più rapida tra le fonti rinnovabili, contribuendo a spingere la quota di energie rinnovabili sulla produzione totale di elettricità vicino al 28%. 

Gli Stati Uniti hanno guidato il calo delle emissioni legate all'energia, con una diminuzione pari al 2,9%. Le emissioni statunitensi sono ora scese di quasi 1 Gt dal loro picco nel 2000, il più grande declino assoluto di qualsiasi paese in quel periodo. Questo è avvenuto soprattutto grazie alla riduzione del 15% nell'uso del carbone per la produzione di energia elettrica. 

Però nel 2019, nell’insieme, le emissioni di gas serra sono diminuite di più nell’Unione europea, di ove insieme i 28 Paesi membri fanno segnare un meno 160 milioni di tonnellate, pari a ben il 5%, calando a 2,9 Gigatonnellate, grazie alle riduzioni del settore energetico. Nell’Ue, per la prima volta in assoluto, il gas naturale (più 15%) ha prodotto più elettricità del carbone (meno 25%) e l’eolico ha quasi raggiunto la quota di elettricità ancora prodotta con il carbone. La Germania ha guidato il calo delle emissioni nell'Unione europea, con una diminuzione dell'8%, un livello mai visto dagli anni '50, quando l'economia tedesca era circa 10 volte più piccola. 

Nel resto del mondo nel 2019 le emissioni sono cresciute di quasi 400 milioni di tonnellate e quasi l’80% di questo incremento viene dall’Asia, dove la domanda di carbone ha continuato a crescere.

In Cina le emissioni sono aumentate ma sono state temperate da una crescita economica più lenta e da una maggiore produzione da fonti di elettricità low-carbon. In India, invece, nel 2019 la crescita delle emissioni è stata moderata, con le emissioni di CO2 del settore energetico in leggero calo perché la domanda di elettricità è stata sostanzialmente stabile e grazie a una forte crescita delle energie rinnovabili che ha portato a un calo della produzione di elettricità a carbone per la prima volta dal 1973.

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