Icona termometro del mondo
Temperatura del mondo a agosto 2020
Icona prezzo del petrolio
18 settembre 2020
Prezzo del petrolio (Nymex): 41,16 $/bbl
Icona prezzo del carbonio
18 settembre 2020
Prezzo del carbonio (EU): 28,59 €/tCO2
Documentazione > news

torna alla lista news

31 agosto 2020

Grandi isole alla ricerca di futuri green

Le strategie di Puerto Rico e Hawaii: rinnovabili, accumuli ed elettrificazione. In Sardegna invece si punta sulla metanizzazione; una scelta che ostacola la decarbonizzazione dell'isola e mette a rischio costi che non vedrebbero ritorni. Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, su QualEnergia.it.

Gli scenari di decarbonizzazione vedono percorsi stimolanti in diverse isole del mondo. Qui concentriamoci su alcuni territori di grandi dimensioni che hanno avviato strategie interessanti.

La rinascita dopo la tragedia

Puerto Rico, 3,2 milioni di abitanti, nel 2017 è stata devastata dal violentissimo uragano, Maria, che ha distrutto case, strade, linee elettriche, con una violenza che ha comportato 2975 morti. Dopo un anno molte le famiglie erano ancora senza luce.

Da questo disastro è venuta la spinta a rivedere totalmente il sistema elettrico tradizionale e puntare su rinnovabili, accumuli e minigrid. Nel 2019 il governo si è quindi dato l’obbiettivo di avere un’isola 100% rinnovabile entro il 2050.

Il gestore elettrico ha quindi predisposto un nuovo piano che però è stato giudicato non sufficientemente avanzato dal Regolatore. Il Puerto Rico Energy Bureau (Preb) infatti lo scorso giugno ha sollecitato una decisa accelerazione sulle rinnovabili tale da consentire di passare dal 2% della produzione al 40% nel 2025.

In particolare, ha proposto almeno 3.500 MW solari e 1.300 MW di sistemi di accumulo, ha sollecitato programmi di gestione della domanda e ha rigettato la proposta per un terminale di rigassificazione di metano e di una centrale a gas.

Tra l’altro ha sottolineato come i costi della soluzione “verde”, 13,8 miliardi $, sarebbero inferiori rispetto a quelli dello scenario convenzionale.

Va aggiunto che, il Regolatore ha chiesto anche di valutare la fattibilità di impianti eolici off-shore.

La strategia visionaria

Un’altra situazione interessante riguarda delle isole collocate in un altro oceano, quello Pacifico. Parliamo delle Hawaii, un arcipelago con una superficie di 28.300 km2 e una popolazione, raddoppiata negli ultimi 50 anni, di 1,4 milioni di abitanti.

Nel 2015 il governo, dopo accese discussioni durate anni, ha approvato l’ambizioso obbiettivo di raggiungere il 100% di elettricità rinnovabile nel 2045. Le difficoltà da superare erano notevoli, ma una politica molto attiva e visionaria accompagnata da un forte coinvolgimento della popolazione ha consentito di mettere in moto il processo. Quest’anno le rinnovabili arriveranno al 31% di produzione verde con la prospettiva di un balzo al 50% nel 2022.

La rapida crescita delle rinnovabili si è basata su una larga diffusione di sistemi fotovoltaici sui tetti, 80.000, e di alcuni impianti di grande taglia. La potenza rinnovabile è destinata a crescere rapidamente. Quest’estate sono state infatti aggiudicate gare per realizzare centrali solari per 460 MW e 3 GWh di sistemi di accumulo.

Ma per raggiungere quote ancora più elevate di rinnovabili occorreranno anche impianti eolici off-shore galleggianti. Al momento sono tre i progetti su cui si concentrano gli sforzi. Progression South conta di installare 400 MW entro il 2025 nell’isola maggiore, Hawaii, mentre nell’isola di Oahu dove c’è la capitale Honolulu, sono stati presentati due progetti, ciascuno da 400 MW.

Uno degli elementi che ha facilitato la corsa verso le rinnovabili è l’elevato livello delle tariffe elettriche (0,3 $/kWh) dovuto alla forte quota di elettricità generata con prodotti petroliferi. Al contrario di quanto avviene nelle nostre isole minori, il maggior prezzo di produzione nelle Hawaii si ribalta infatti sui consumatori. La continua riduzione del prezzo dell’elettricità rinnovabile ha inoltre facilitato la penetrazione del solare e dell’eolico.

L’impossibilità di interconnessioni elettriche verso altri Stati rappresenta invece un elemento fortemente limitativo (questa è invece una notevole risorsa per l’isola di cui parleremo nel prossimo paragrafo) che obbliga a ricercare soluzioni efficaci per accumulare energia.

Continua a leggere

Torna in cima alla pagina Torna alla Home page Iscriviti alla mailing list