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27 settembre 2019

Jungle, i #GreenHeroes della cartellonistica

Alessandro Gassmann premia come eroi dell’economia amica dell’ambiente i ragazzi di Jungle, che sostituiscono la carta delle grandi réclames stradali con installazioni realizzate con tinture non inquinanti a base di materiale di scarto recuperato.

Comunicare sfruttando le piazze e le vie per fare pubblicità non può prescindere dai manifesti. O almeno fino a quando Jungle e Green Graffiti non hanno trovato un modo per fare marketing senza invadere la città di carta.

Lorenzo Fabbri è un giovane informatico riminese. Lavora come web designer e si chiede come mai Internet non sia riuscito a liberare le strade dai cartelloni. La domanda non è per nulla campata in aria: molte delle comunicazioni basate sulla carta - come giornali e posta – hanno subito un forte ridimensionamento a causa del web, ma questo non è accaduto con i cartelloni pubblicitari. Eppure tutte quelle tonnellate di carta che ogni quindici giorni vengono portare al macero e sostitute da altri cartelloni sono veramente uno spreco, almeno secondo lui.

Cercando sul web, Lorenzo scopre una piccola società olandese, la Green Graffiti, che ha trovato una soluzione sostenibile alla sua domanda. La tecnica si chiama reverse graffiti, e consiste nel rimuovere, usando acqua calda, la sporcizia che si deposita sull’asfalto. Usando degli stencil in alluminio come silhouette grafica si può creare un contrasto tra “sporco” e pulito, facendo così emergere il messaggio pubblicitario. Lorenzo contatta l’azienda olandese e, con i suoi risparmi, apre una succursale italiana di Green Graffiti: Jungle.

Ma competere con lo strapotere della cartellonistica usando solo il “chiaroscuro” è impossibile, e Jungle, composta da sole 3 persone, fa fatica. Per resistere, cede all’uso dei manifesti ma continua la sua ricerca. Insieme a Green Graffiti trova un fornitore che produce tinture completamente naturali. Vernici a base di yogurt di scarto industriale che possono essere rimosse con un semplice getto d’acqua, e smaltite dal sistema fognario stradale senza nessun impatto ambientale.

Dopo un serie di test, Jungle realizza le sue prime installazioni a Milano: quel lavoro intercetta l’attenzione di aziende e multinazionali. Con 30 graffiti si raggiunge lo stesso pubblico di cento manifesti, e da Nike a Warner Bros, dal Teatro San Carlo a Sky i più importanti marchi iniziano a sostituire i cartelloni con lo street advertising

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