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2 ottobre 2019 (IlSole24Ore.com)

Cambiamenti climatici e salute globale: cosa ci dice la scienza

Una recente analisi, pubblicata sulla rivista scientifica British Medical Journal, a firma di Renee Salas e Ashish Jha dell’Harvard Global Health Institute, fa il punto sul legame fra cambiamenti climatici e salute globale, tema ampiamente trattato dalla letteratura scientifica.

I cambiamenti climatici causeranno ulteriori 250mila morti/anno entro il 2030, considerando solo questi aspetti: malnutrizione, malaria, dissenteria, malaria e ondate di calore (ma sono da valutare anche gli effetti negativi diretti e indiretti tra cui: aumento delle malattie di origine alimentare e idrica, problemi di salute mentale e maggiore morbilità legata al calore e alla malnutrizione). Sono le stime fatte dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (leggi l'approfondimento WHO UNFCCC - Climate and Health Country Profile Project).

E minacciano di compromettere il raggiungimento dell’assistenza sanitaria universale (Universal Health Coverage – UHC), al centro dell’agenda delle maggiori agenzie internazionali, Agenda 2030 delle Nazioni Unite in particolare.

Contrariamente a quanto sostengono coloro che denigrano la scienza del riscaldamento globale, questo studio pubblicato sulla nota rivista scientifica British Medical Journal cita una serie di recenti rapporti dedicati alla correlazione tra salute globale e cambiamenti climatici. 

Tra gli effetti approfonditi: effetti sulle malattie croniche, effetti sulle malattie infettive, migrazioni e povertà.

  • effetti sulle malattie croniche: un aumento della temperatura di 1°C è correlato a un aumento del 3,4% della mortalità cardiovascolare, a un aumento del 3,6% della mortalità respiratoria e un aumento dell’1,4% della mortalità cerebrovascolare (viene citato l'articolo "Effects of Air Temperature on Climate-Sensitive Mortality and Morbidity Outcomes in the Elderly; a Systematic Review and Meta-analysis of Epidemiological Evidence" pubblicato su EBioMedicine nel 2016). Un'altra ricerca ha evidenziato la correlazione dell'aumento delle temperature medie globali sull'incidenza del diabete ogni mille persone (ricerca Diabetes incidence and glucose intolerance prevalence increase with higher outdoor temperature);
  • effetti sulle malattie infettive: alte temperature significano sempre più insetti, che possono essere vettori di pericolose malattie infettive. Si rileva un aumento di oltre il 20% della capacità vettoriale per la trasmissione della malaria in Africa dal 1950, e l’OMS prevede ulteriori importanti aumenti futuri della mortalità per malaria nelle regioni centrali e orientali dell’Africa sub-sahariana. Sempre dagli anni '50, la capacità vettoriale per la trasmissione della dengue è aumentata almeno del 7%.  Si associa, infine, l'aumento di malattie di origine alimentare, come per esempio la salmonella, con le temperature ambientali più calde.
  • migrazioni e povertà: le stime della Banca Mondiale parlano di un aumento entro il 2030 di persone che emigreranno dai paesi più colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici, sottolineando una correlazione tra cambiamenti climatici e aumento della povertà a causa della perdita di proprietà, l’aumento degli oneri sanitari e la riduzione dei raccolti (leggi Shock Waves : Managing the Impacts of Climate Change on Poverty). 

Ci sono molti ostacoli all'implementazione della copertura sanitaria universale determinati dall'aumento degli oneri economici per le malattie causate dai cambiamenti climatici. Investimenti oculati potranno indubbiamente rappresentare dei netti benefici in termini economici. Il Global Center of Adaptation ha stimato che se investissimo 1,8 trilioni di dollari a livello globale da qui al 2030 per misure di adattamento al cambiamento climatico, potremmo trarne un ritorno quattro volte maggiore: 7,1 trilioni di dollari in termini di benefici netti totali. E investire in questo modo anche nell’assistenza sanitaria universale (leggi il rapporto Adaptation Now: a Global Call for Leadership on Climate Resilience).

Gli autori Renee Salas e Ashish Jha scrivono: “la nostra comprensione di come il cambiamento climatico influenzi la salute è ancora in crescita. Molte regioni del mondo con la più alta vulnerabilità ai cambiamenti climatici sono anche quelle con la copertura UHC più bassa. […] I piani UHC dovrebbero funzionare per migliorare la comprensione dei cambiamenti climatici, utilizzare nuovi quadri finanziari sensibili al clima e integrare la mitigazione dei gas a effetto serra. […] Sebbene gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici siano di vasta portata, possono ancora essere mitigati se agiamo subito.”

 

 

 

 

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