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14 ottobre 2019

Cambiamenti climatici, Federica Gasbarro (FFF): "Il ruolo delle imprese è necessario nel taglio alle emissioni"

"La conversione a nuove energie può essere un bel riscatto sotto tutti i punti di vista, ma serve dare valore anche alle piccole imprese". Kyoto Club ha intervistato la giovane attivista romana dei Fridays For Future Italia.

Le piazze di tutto il mondo sono state occupato dal movimento ambientalista Fridays For Future, di cui lei è portavoce in Italia. Può riuscire questo movimento ad imprimere una svolta?

È più giusto definirmi Attivista FFF, non perchè non li abbia rappresentati a livello internazionale e sia loro portavoce a Roma ma perchè è un movimento orizzontale e non verticale. Non abbiamo speciali cariche ed è bello che il focus sia sull’ambiente!

Assolutamente si, siamo arrivati molto lontano in pochi mesi. Ci hanno voluti alle Nazioni Unite, luogo prerogativa di una stretta cerchia di persone che decidono del nostro futuro e di quello della Terra.

Ci ascoltano, ora stiamo a vedere le azioni che metteranno in campo.

Di sicuro c’è che non smetteremo di fare ciò che facciamo fin quando non vedremo dei risultati concreti.

L’ispiratrice del movimento, la 16 enne svedese Greta Thunberg, viene spesso additata di essere “manipolata” per screditarla. Gli accusatori sono i cosiddetti “negazionisti climatici”, coloro che negano che i cambiamenti climatici siano dovuti all’azione dell’uomo. Cosa risponde a costoro?

Rispondiamo che siamo in un paese libero dove ognuno può esprimere la propria opinione ma è bene informarsi da fonti scientifiche sottoposti a peer review  e riconosciute dalla comunità scientifica.

Se poi portano articoli e pubblicazioni vere, saremo contenti di prenderne visione!.

Una petizione di alcuni ambientalisti italiani chiede la messa a bando delle notizie antiscientifiche. Nella comunità internazionale, solo il 2% degli studiosi nega l’origine antropica dei cambiamenti climatici, ma nell’agone mediatico a queste posizioni viene data la stessa autorevolezza di quelle del restante 98% in nome della “par condicio”. Come tratterebbe il problema?

Le persone dietro i media sono intelligenti e capaci, sanno fare il loro lavoro ma a volte non sono tecnici e qui si tratta di un argomento che lo è. Quindi l’unico modo per non dare peso al quel 2% che rischia di inficiare col dubbio tutto il lavoro di noi ragazzi e di chi si impegna da anni per questo, è quello di studiare il problema e far parlare persone che essendo del mestiere sanno rispondere a tono e far capire all’opinione pubblica qual è la realtà.

Per contrastare i cambiamenti climatici, si deve affiancare al settore pubblico anche il settore privato: un tema rilevante anche e soprattutto dopo l’approvazione dell’Accordo di Parigi. E un tema molto caro anche a Kyoto Club, organizzazione costituita da soggetti, anche aziende, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra. Pensa che il ruolo delle imprese sia essenziale? Vuole lanciare un appello al settore privato?

Il ruolo delle imprese non è solo essenziale o sufficiente. E’ NECESSARIO. Convertirsi al green, usare altri tipi di energia:

  • li renderebbe leader nel loro settore. Un domani saranno tutti costretti a cambiare ma si sa che i primi a lanciare qualcosa e ad occupare una determinata nicchia sono quelli che hanno più successo. Si pensi banalmente alla Ferragni con Instagram e al miliardo di altre influencer nate dopo che non sono neanche la sua ombra.

  • li renderebbero creatori di nuovi posti di lavoro e potrebbero riconvertire i vecchi!

Ci sono grandi multinazionali che già si stanno muovendo in questo settore perchè hanno capito che il mercato si sta orientando in questa direzione. Vogliamo aspettare che le piccole aziende vengano schiacciate o vogliamo dare valore anche ai più piccoli?.

La conversione a nuove energie può essere un bel riscatto sotto tutti i punti di vista. Personalmente ho visto diversi stabilimenti green al 99%.

Abbiamo bisogno, noi ragazzi, di vedere l’aiuto di tutti, adulti compresi che danno valore al nostro futuro. Al loro e ai loro figli. Sotto tutti i punti di vista.

Quali sono secondo lei le priorità da affrontare in Italia e in Europa per invertire la rotta e accelerare la transizione climatica?

Secondo me le priorità sono:

  • rivedere le filiere produttive, dalla A alla Z e non inquinare.

  • impegnarsi per ridurre le emissioni di gas serra.

  • rispettare gli Accordi di Parigi.

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