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7 marzo 2019

Italia deferita a Corte di Giustizia UE su smog e sistema fognario

Superati i limiti di biossido di Azoto (No2) e acque reflue non a norma.

L'Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia Ue dalla Commissione Europea per il mancato rispetto dei limiti massimi consentiti per il biossido di azoto (No2) e per il trattamento delle acque reflue urbane: in pratica per la mancata depurazione delle acque di scarico.

Per quanto riguarda il primo caso, l'Italia avrebbe violato la Direttiva sulla qualità dell'aria del 2010, che impone ai Paesi membri il rispetto di due ordini di limiti, uno annuale (40 microgrammi per metro cubo) e l'altro orario (200 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 18 giorni l'anno). Il deferimento per il superamento dei limiti di No2, si aggiunge a quello del maggio 2018, per i limiti relativi al Pm10.

Per quanto riguarda il secondo punto, La procedura di infrazione fu aperta già nel 2014: la cattiva gestione delle acque reflue riguarda circa 800 comuni, alcuni di grandi dimensioni, come  Roma, Firenze, Napoli, Bari e Pisa. L'Italia avrebbe dovuto predisporre entro il 2005, reti fognarie adeguate e sistemi di trattamento secondario prima dello scarico e, entro il 1998, un trattamento migliore delle acque per le aree più sensibili. sa. Sul trattamento delle acque reflue l'Italia ha 4 procedure di infrazione Ue aperte.

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