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15 marzo 2019 (La Stampa Tuttogreen)

Oggi dobbiamo essere #GreenHeroes, con Greta Thunberg

Continua l’iniziativa curata dall’attore Alessandro Gassmann, in collaborazione con Kyoto Club, per promuovere cittadini e imprese che scommettono sull’economia pulita creando lavoro, sviluppo, e contribuendo a salvare il pianeta. Oggi Greta e tutti i ragazzi in piazza sono i nostri #GreenHeroes.

Quando si pensa ai supereroi li si immagina con la maschera, il mantello e almeno una caratteristica che li renda speciali, un superpotere. E quindi no, Greta non è una supereroina perché non ha superpoteri.

Greta Tintin Eleonora Thunberg Ernman vive a Stoccolma e quando, nel 2011, i suoi insegnanti le spiegano cosa sono i cambiamenti climatici lei resta dubbiosa. Non la convince la storia che l’uomo, con la sua attività, possa riuscire a cambiare il clima di un pianeta. E poi – si domanda – se così fosse tutti ne parlerebbero, soprattutto farebbero qualcosa. Greta ha solo 8 anni e potrebbe serenamente rimanere con suoi giochi di ragazzina, ma quella questione l’ha incuriosita e finisce per provare a saperne di più. Studia e scopre che il primo a misurare le conseguenze dell’anidrite carbonica sul pianeta è stato Svante Arrhenius, un suo avo, premio Nobel nel 1903, proprio un secolo prima che lei nascesse. 

Passano gli anni e nel 2017 Greta ha 14 anni, da sei non fa altro che cercare di capire come mai, pur parlando di cambiamenti climatici, nessuno faccia niente per evitare quella catastrofe annunciata. Anzi, si accorge che la situazione peggiora di anno in anno, ed entra nell’orrendo vortice della depressione, smette di andare a scuola. A Greta viene diagnostica la Sindrome di Aspergen. Una malattia che non le impedisce di capire e di sentire anzi, forse le permette di farlo in maniera più viva, e con maggior coscienza. 

Un anno dopo Greta decide che, se non lo fa nessuno, lo farà lei. Alla vigilia delle elezioni del suo paese, il 20 Agosto 2018, si presenta davanti al parlamento svedese con un cartello, sopra c’è scritto “Sciopero della scuola per il clima”. Fino al giorno delle elezioni ci va tutti i giorni, poi solo il venerdì, un venerdì per il futuro lo chiama lei.

Regno Unito, Belgio, Olanda, Germania, Finlandia, Danimarca e Australia. No, Greta non è sola anzi, quel cartello scritto in svedese viene tradotto in tante altre tantissime lingue e oggi, che è venerdì, arriva in Italia. Un venerdì per il futuro. Un venerdì organizzato da chi è il futuro, a chi dobbiamo un futuro.

Greta e ai ragazzi sono i #GreenHeroes che oggi scendendo in piazza ci ricordano che per garantirgli un futuro non basta parlarne, ma è necessario agire, è necessario produrre futuro.

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