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14 maggio 2019

Energie rinnovabili, Legambiente: in Italia 41 Comuni hanno abbandonato le energie fossili

Il report "Comuni Rinnovabili" di Legambiente ci racconta l'Italia dell' innovazione radicale dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, attraverso 100 storie del nostro territorio. Sempre più impianti rinnovabili nei nostri Comuni. Ma gli Obiettivi del 2030 sono a rischio.

In Italia ci sono 41 Comuni che hanno deciso di dire basta alle energie fossili. E sono circa un milione gli impianti elettrici e termici sparsi per la Penisola: un primato per il nostro Paese, che si conferma ancora una volta come nazione più avanzata dal punto di vista energetico, nonchè come Paese del Sole.

A sostenerlo è l'ultimo rapporto "Comuni Rinnovabili 2019" di Legambiente, presentato in mattinata a Roma. Un report che attraverso cento storie italiane, racconta un percorso già in atto di innovazione radicale dell’autoconsumo e delle comunità energetiche. Stando al report, ci sono ben 3.054 comuni completamente autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 50 per quelli termici, mentre sono 41 le realtà che sono già nel futuro. In dieci anni la produzione da rinnovabili, continua il rapporto, è cresciuta di oltre 50 TWh, mettendo in crisi il modello fondato sulle fossili, con un contributo delle rinnovabili che è passato dal 15 al 35,1% rispetto ai consumi elettrici e dal 7 al 18% in quelli complessivi. Tuttavia, specificano il Cigno Verde, bisogna fare molto di più per stare dentro l’Accordo di Parigi sul clima. Anche perchè, da un punto di vista energetico, siamo ad un punto fermo.

Infatti, per la volta da 12 anni a questa parte, nel 2018 in Italia è calata la crescita di energia pulita, prodotta da solare, eolico, bioenergie, e procedono a passo lento anche gli investimenti nel settore.Tutto ciò mette a rischio anche gli obiettivi al 2030. 

«È tempo di aprire un confronto sulle scelte nei diversi settori produttivi e sulle politiche più efficaci di efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili – afferma Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente -. Dobbiamo riuscire entro il 2030 quanto meno a triplicare i 20 GW installati di impianti solari e realizzare investimenti capaci di ridurre drasticamente consumi energetici e emissioni di CO2».

Secondo il Vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini non si può più aspettare, in quanto «lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è praticamente fermo e non ha alcun senso rinviare una scelta che può fermare la febbre del pianeta ed è nell’interesse dei cittadini, delle imprese. L’Europa ha definito principi e regole per le comunità energetiche e i prosumer (produttori-consumatori) di energia da fonti rinnovabili. La sfida è dunque di entrare al più presto nel merito delle scelte concrete da compiere e che Governo e Parlamento si impegnino a recepire entro il 2019 la direttiva europea».

Per sostenere la richiesta Legambiente lancia oggi la petizione “Liberiamo l’energia rinnovabile”, indirizzata al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per chiedere di semplificare le procedure per tutti coloro che scelgono di puntare sulle energie pulite.

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