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8 gennaio 2019

Piano nazionale Energia e Clima: la proposta dell’Italia

Rinnovabili al 30% dei consumi entro il 2030, al 21,6% per i trasporti. Il documento inviato alla Commissione europea. L'approfondimento a cura della redazione di QualEnergia.it.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha inviato oggi alla Commissione europea la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), come previsto dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Governance dell’Unione dell’energia.

Lo rende noto lo stesso MiSE, che ricorda che il Piano è strutturato secondo 5 dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività.

Principali obiettivi dello strumento, si spiega, sono: una percentuale di produzione di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia pari al 30%, “in linea con gli obiettivi previsti per il nostro Paese dalla UE” e una quota di energia da Fer nei consumi finali lordi di energia nei trasporti del 21,6% a fronte del 14% previsto dalla UE.

Inoltre, il Piano prevede una riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43% a fronte di un obiettivo UE del 32,5% e la riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al 2005 per tutti i settori non ETS del 33%, “obiettivo superiore del 3% rispetto a quello previsto da Bruxelles”, si sottolinea.

Nel documento, che sarà posto in consultazione per arrivare a una versione finale entro la fine del 2019, anche una serie di proposte di misure per raggiungere i target individuati, alle quali dedicheremo un’analisi in un prossimo articolo.

“Siamo riusciti nei tempi previsti – ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia Davide Crippa – ad elaborare uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell’UE per i prossimi 10 anni senza il quale continueremmo a navigare a vista, col pericolo di non raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Il merito va ad un cambiamento radicale nell’approccio alla politica energetica e all’eccellente lavoro di squadra che ha coinvolto tecnici e policy maker di MiSE, MATTM, MIT, GSE, RSE, ENEA e ISPRA che ringrazio per l’impegno e la passione con cui hanno collaborato alla redazione del PNIEC.

Il piano – ha aggiunto Crippa – è uno strumento che “per raggiungere i propri obiettivi avrà bisogno del sostegno e della collaborazione attiva da parte di tutti gli stakeholder, sia nella fase di predisposizione che di realizzazione. Per questo, prevediamo una consultazione a tutti i livelli e, soprattutto, con le parti interessate, comprese le parti sociali”.

Oltre alla consultazione tramite la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), il ministero conta di realizzare “un percorso strutturato di confronto attraverso tavoli tematici di lavoro che coinvolgeranno i diversi player”.

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