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19 febbraio 2019

Legambiente, tracce di pesticidi in oltre un terzo della frutta italiana.

Il dossier annuale della campagna "Stop Pesticidi" di Legambiente dimostra come il 34% della frutta analizzata sia contaminata da pesticidi. Ma solo l'1,3% dei campioni presi in considerazione è fuorilegge.

Il 34% della frutta e della verdura italiane sono contaminate da pesticidi, mentre il 61% non presenta alcuna traccia. E circa l'1,3% degli ortaggi italiani sono illegali per l'alto contenuto di sostanze tossiche. Anche se la percentuale è di molto inferiore riseptto all'ortofrutta che viene dall'estero, illegale nel 4% dei casi.Sono i risultati più importanti del report Stop Pesticidi di Legambiente, presentato il 18 febbraio a Roma.

Le analisi sui prodotti ortofrutticoli si sono svolte nel 2017 nei laboratori pubblici su 9.939 campioni di alimentari.

Ma il problema vero, secondo Legambiente,  è il multiresiduo, che la legislazione europea non considera come non conforme se ogni singolo livello di residuo non supera il limite massimo consentito. Il multiresiduo è più frequente del monoresiduo: è stato ritrovato nel 18% del totale dei campioni analizzati, rispetto al 15% dei campioni con un solo residuo.

La frutta è la categoria dove si concentra la percentuale maggiore di campioni regolari multiresiduo: è privo di residui di pesticidi solo il 36% dei campioni analizzati, mentre l’1,7% è irregolare e oltre il 60%, nonostante sia considerato regolare, presenta uno o più di un residuo chimico. Il 64% delle pere, il 61% dell’uva da tavola e il 57% delle pesche sono campioni regolari con multiresiduo. Le fragole, spiccano per un 54% di campioni regolari con multiresiduo e anche per un 3% di irregolarità. Alcuni campioni di fragole, anche di provenienza italiana, hanno fino a 9 residui contemporaneamente. Situazione analoga per l’uva da tavola, che è risultata avere fino a 6 residui. I campioni di papaya sono risultati tutti irregolari per il superamento del limite massimo consentito del fungicida carbendazim.

Per la verdura il quadro è contraddittorio. Da un lato, il 64% dei campioni risulta senza alcun residuo. Dall’altro, si riscontrano significative percentuali di irregolarità in alcuni prodotti, come l’8% di peperoni, il 5% degli ortaggi da fusto e oltre il 2% dei legumi, rispetto alla media degli irregolari per gli ortaggi (1,8%). Ad accomunare la gran parte dei casi di irregolarità è il superamento dei limiti massimi di residuo consentiti per i fungicidi, tra cui il più ricorrente è il boscalid. Inoltre, alcuni campioni di pomodoro provenienti da Sicilia e Lazio presentano fino a 6 residui simultaneamente, e un campione di lattuga proveniente dal Lazio addirittura 8.

Scarica il comunicato stampa (pdf)

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