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23 dicembre 2019

Olanda, la Corte Suprema al Governo: tagliate le emissioni!

Una sentenza storica della Suprema Corte olandese obbliga l'esecutivo dei Paesi Bassi ad adottare misure per ridurre le emissioni di gas serra al 2020 del 25% rispetto ai livelli del 1990. L'Onu: "decisione giudiziaria più importante al mondo per il cambiamento climatico".

Serve un'azione decisa contro i cambiamenti climatici: è necessario tagliare del 25% le emissioni climalteranti entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Lo ha recentemente ordinato al Governo olandese la Corte Suprema, con un verdetto che obbliga l'esecutivo guidato da Mark Rutte ad intraprendere subito provvedimenti a favore del clima.

La storica sentenza segna il capitolo conclusivo di una dura battaglia legale cominciata nel lontano 2012 che ha avuto per protagonista la Fondazione Urgenda, che aveva citato in giudizio il Governo con l'accusa di non fare niente per tutelare i cittadini dai cambiamenti climatici. Già nel 2015, un tribunale ordinario aveva fissato l'obiettivo di riduzione al 25 per cento. Ma la sentenza di questi giorni ha un valore ancora più forte, arrivando direttamente dalla Suprema Corte. Secondo Urgenda, la sentenza sarebbe "una decisione rivoluzionaria" che conferma che i singoli governi devono fare la loro giusta parte per ridurre le emissioni. La ONG ha affermato che la decisione probabilmente costringerebbe il governo a chiudere le centrali elettriche a carbone, aperte da poco tre anni fa; il carbone rappresenta circa il 12% del consumo energetico del Paese.

Il target del 25% è superiore al taglio del 20% rispetto ai livelli del 1990 richiesti dagli obiettivi dei Paesi Bassi nell'UE, ed è molto al di sopra delle riduzioni che il Paese è riuscito a realizzare. "Come precedentemente indicato, il Governo continuerà a impegnarsi per il 25 percento", ha dichiarato il ministro dell'Economia e del clima Eric Wiebes in una lettera al parlamento.

La sentenza apre un dibattito molto delicato circa il diritto esclusivo dei governi nello stabilire politiche in settori come i cambiamenti climatici. Urgenda ha accusato la lentezza del Governo nella lotta contro le emissioni e nel combattere il riscaldamento globale.

Il caso Urgenda ha ispirato cause volte ad aumentare il protagonismo del governo, tra cui Belgio, Francia, Irlanda, Germania, Nuova Zelanda, Regno Unito, Svizzera, Norvegia e contro l'UE.

David R. Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani e l'ambiente, ha dichiarato che il verdetto è "la decisione giudiziaria più importante al mondo per il cambiamento climatico finora, confermando che i diritti umani sono messi a repentaglio dall'emergenza climatica e che le nazioni ricche sono legalmente obbligate a conseguire riduzioni delle emissioni rapide e sostanziali ".

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