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22 marzo 2018 (QualEnergia.it)

I big del petrolio possono resistere in un mondo che vuole stare "sotto i due gradi"?

Quali piani stanno adottando le multinazionali del petrolio per resistere in un mondo libero dai combustibili fossili? A questa domanda prova a rispondere l'ultimo rapporto dell'organizzazione indipendente E3G: lo studio conduce un'analisi attenta sulle nuove strategie green delle compagnie energetiche, tra impegni presi e contraddizioni. Un'articolo di QualEnergia.

Le compagnie energetiche, se vogliono gaantire la loro sopravvivenza, dovranno interfacciarsi con un mondo sempre più pulito e meno legato ai combustili fossili: è quindi necessario un cambio di passo da parte di queste grandi aziende, improntato alla pianificazione di nuove strategie green. Ma come si stanno comportando i big del petrolio nel tingersi di verde?

L'organizzazione indipendete E3G, congiuntamente con l’Oxford Sustainable Finance Programme, ha appena pubblicato un rapporto in cui si analizzano i piani d'azione delle multinazionali del petrolio orientati alla transizione energetica verso un'economia più pulita. Ciò che ne emerge è un quadro sfaccettato: da una parte alcune oil company - come Statoil hanno già avviato un processo di disinvestimento verso le fonti fossili e già stanno investendo sulle rinnovabili; dall'altra, invece ci sono soggetti come ExxonMobil e Chevron, che minimizzano i rischi derivanti dai cambiamenti climatici e continuano a battere la strada dei fossili.

Tuttavia, sostiene E3G, se le multinazionali del petrolio vorranno sopravvivere ad un economia a basse emissioni dovranno "decidere da che parte stare".

Leggi l'articolo completo su QualEnergia.it

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